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Durante il tradizionale corteo del primo maggio, organizzato da Cgil, Cisl e Uil in occasione della festa dei lavoratori, sono apparsi nuovamente vessilli titini, bandiere della Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia, stelle rosse stampate su magliette inneggianti il maresciallo Tito.

Il 1 maggio è tornato dunque, nonostante segnalazioni e richieste di provvedimenti (si ricordi la mozione urgente presentata e votata l’anno scorso dal Consiglio comunale che chiedeva l'intervento di Prefettura e Questura), a essere l’occasione – per alcuni - per celebrare i sanguinosissimi quaranta giorni d’occupazione jugoslava, caratterizzati da un regime di terrore e di violenza di massa: campi di prigionia, infoibamenti, fucilazioni, maltrattamenti vennero istituiti e perpetrati dai titini in un periodo in cui la guerra era finita. 

La risposta, pacifica e partecipata, è arrivata dall’Associazione Trieste Pro Patria, la quale ha organizzato, per il quinto anno consecutivo, la manifestazione “Primo maggio Tricolore” presso Piazza Sant’Antonio, mirata a un dibattito non politicizzato della situazione lavorativa attuale e al ricordo degli ultimi caduti del Risorgimento italiano. Mentre in mezzo al corteo sfilavano indisturbate le bandiere titine, infatti, le mani dei Patrioti ornavano la lapide dedicata dalla Lega Nazionale ai suoi soci, martiri per la Patria caduti il 5 e il 6 novembre del 1953 per mano della Polizia inglese: Pietro Addobbati, Antonio Zavadil, Erminio Bassa, Leonardo Manzi, Saverio Montano e Francesco Paglia.

 

 

Davanti a un folto pubblico, si è svolta venerdì 7 aprile, presso la Comunità degli Istriani di via Belpoggio, la presentazione del fumetto illustrato “Foiba Rossa” su Norma Cossetto. Durante il saluto iniziale il Presidente delle Comunità Istriane David Di Paoli Paulovich ha espresso la richiesta alle istituzioni locali di un eventuale spostamento della stele riguardante Norma Cossetto presso il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata di via Torino, richiesta però respinta dal primo cittadino Roberto Dipiazza, il quale ha invece proposto una targa che possa richiamare la figura della patriota Cossetto presso la stessa via, che si trova in una zona molto frequentata dai giovani, mantenendo altresì la stele di via Capodistria. Il Sindaco, infatti, riallacciandosi a quanto detto dal Presidente della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini, s’impegna a insistere sull'insegnamento ai giovani di quanto accaduto a Norma in quel triste periodo e giudica la nostra città, come già dimostrato da Simone Cristicchi con il suo spettacolo teatrale “Magazzino 18”, un trampolino ideale per dar voce a quella verità per troppi anni nascosta.

Hanno poi preso la parola Renzo Codarin, Presidente di Anvgd, che ha preannunciato l'ipotesi della nascita dell'associazione “Norma Cossetto”, ribadendo anche lui come il ruolo del fumetto oggigiorno valga più della sola scrittura per poter puntare al mondo giovanile. Ha poi espresso il suo pensiero il docente Davide Rossi, amico del dott. Merlino, Presidente del Comitato 10 febbraio. Tante sono state le difficoltà riguardanti la presentazione di questa opera nelle città di Padova e Gorizia: ci sono stati, infatti, contestazioni e problemi sia all'università di Padova, negata in prima battuta, offendendo la memoria di Norma Cossetto cui fu conferita la laurea honoris da un rettore non certamente fascista, che a Gorizia, presso un seminario per docenti organizzato dal Miur.  Sembra quasi surreale, ma è così. Il gruppo, capitanato dal reporter di guerra nonché patriota Fausto Biloslavo, non ha però ceduto e non si è fatto tappare la bocca: dopo innumerevoli divieti e ostacoli di tipo “democratico”, è riuscito a riempire la sala di Padova. Questo è solo un esempio delle difficoltà ancora riscontrate per raccontare la verità nel 2018.

Al termine della presentazione sono stati ringraziati il Sindaco di Trieste e tutte le associazioni istriane e patriottiche intervenute (Comitato 10 Febbraio, Lega Nazionale, Trieste Pro Patria ).

L’incontro si è concluso citando un esule letterario, Enea, attraverso alcuni versi del poema a lui dedicato e ricordando Nazario Sauro, patriota istriano.

 

 

Fara. Imbrattato il monumento ai martiri delle foibe. Caccia al vandalo

Articolo tratto dal quotidiano on line http://www.altovicentinonline.it/attualita-2/fara-imbrattato-monumento-ai-martiri-delle-foibe-caccia-al-vandalo/

L’onta alla storia si palesa a Fara Vicentino, con la scritta ‘massa pochi’ sul monumento in ricordo ai Martiri delle Foibe. E’ caccia al vandalo che ha imbrattato il cippo e cresce lo sgomento nella comunità.

Una scritta fatta con lo spray nero, che palesa un limite mentale di chi non riesce argomentare le proprie idee, se non facendo il vandalo.
Un atto spregevole su quel cippo a Fara Vicentino, a due passi dal ponte sull’Astico,  per il momento della storia che rappresenta: il massacro della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, nel corso della seconda guerra mondiale e alla fine della stessa.

Un monumento a ricordo messo nel 2006 dal gruppo Alpini del paese, infangato da un gesto incivile, la cui mano per ora risulta ignota. I carabinieri stanno lavorando per dare un volto al delinquente.

di Redazione AltovicentinOnline

 

articolo tratto dalla pagina amica dda facebook, del Movimento irredentista italiano (pagina ufficiale):

17 Aprile 1967

New York. Al Madison Square Garden, davanti a 15.000 spettatori, tra cui alcune centinaia di italiani giunti per l'occasione, l'istriano Nino Benvenuti, campione olimpico a Roma 1960, sconfigge Emile Griffith, allora campione del mondo dei pesi medi, conquistando il titolo mondiale ed entrando nella leggenda.

L'Italia intera trascorse quella notte in veglia, attorno alle radio, per ascoltare e vivere quel grande incontro, quella sfida che, inevitabilmente, non rimase confinata nello sport ma entrò nei libri di storia.

La sfida fu preceduta da infuocati scambi a mezzo stampa tra giornalisti americani, convinti della vittoria di Griffith, e lo stesso Benvenuti, deciso a dimostrare il proprio valore di fronte al mondo.

Furono 15 round di fuoco. Griffith finì al tappeto alla seconda ripresa, Benvenuti alla quarta. Boxe potente e aggressiva quella dell'americano, elegante e tecnica quella dell'istriano. Griffith cedette alla distanza sull'onda della fatica causata dal suo dispendioso approccio, Benvenuti si scatenò. Il verdetto fu inequivocabile: Benvenuti campione.

Il ritorno in Patria fu un trionfo. Enormi folle acclamarono il ritorno del campione a Roma, Milano, Bologna e soprattutto a Trieste, dove Benvenuti aveva trocato riparo con la famiglia dopo l'esodo dalla amata Isola d'Istria.

Quella notte Benvenuti aveva portato l'Italia sul tetto del mondo sportivo ma, anche, l'Istria e la sua dolorosa storia.

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