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10/07/2020 ore 19.00: in piazza per dire NO alla cessione della sede di Scuola interpreti e traduttori dell’Università degli studi di Trieste alla Slovenia

Riceviamo e pubblichiamo:




Sul tema della cessione della sede della Scuola di interpreti e traduttori dell’Università degli Studi di Trieste alla Slovenia, scendono in campo anche le associazioni patriottiche triestine organizzando una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza, apolitica e apartitica, per esprimere la profonda contrarietà ad un’operazione fatta ai massimi livelli istituzionali contro gli interessi del popolo italiano.

La manifestazione in questione si svolgerà venerdì 10 luglio in Piazza Dalmazia dalle ore 19 alle 20 circa ed è promossa delle associazioni Trieste Pro Patria, Fondazione Rustia Traine, Dalmati di Trieste. 

“È inaccettabile che dinanzi a un grave danno storico ed economico, qual è la cessione di un immobile di proprietà della nostra Università a due associazioni private slovene indicate dalla Repubblica slovena, ci sia tanto silenzio. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di scendere in piazza per raccontare la storia dietro a questa vergognosa operazione immobiliare e contro il revisionismo storico del riconoscimento della qualifica di “eroi” ai terroristi del TIGR. Non siamo davanti a un momento storico di riconciliazione - sottolineano i rappresentanti delle associazioni promotrici dell’evento - ma a un “mercato delle vacche” , dove l’Italia cede immobili di diversi milioni di euro, spostando così la sede di un corso di laurea di eccellenza della nostra Università come quello di Scuola interpreti e traduttori, causando un danno non solo all’Università ma a tutti gli studenti, e accettando anche una falsa narrazione dei fatti dietro all’incendio del Balkan e delle azioni terroristiche dei fucilati di Basovizza, sopratutto in piena crisi economica e sanitaria. Non dimentichiamo le parole d’odio del Presidente sloveno Pahor contro i martiri delle foibe di Basovizza e non lasceremo che la cessione dell’immobile di via Filzi 14 passi inosservata. Giova ricordare che per l’incendio del Balkan, lo Stato italiano ha già versato 500 milioni di lire che sono serviti a costruire il Teatro sloveno in via Petronio quindi questa operazione è l’ennesimo regalo a una comunità che non porta rispetto al popolo italiano. Per noi - concludono i rappresentanti delle associazioni - l’unica battaglia che deve portare avanti lo Stato italiano è il riconoscimento del martirio degli infoibati italiani e il risarcimento agli esuli dei beni abbandonati in Istria e Dalmazia.”


 

RIAPERTURA 02/07/2020

 

 

CIVICO MUSEO DEL RISORGIMENTO E SACRARIO OBERDAN

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DEL SACRARIO DELLA FOIBA DI BASOVIZZA

Giovedì, venerdì, sabato, domenica dalle 10.00 alle 17.00.

Tutti i giorni feriali e festivi dalle 10.00 alle 14.00

Mercoledì chiuso

 

 

 

 

 


Lettera del presidente dell'Associazione serba Vuk S.Karadzic sul Narodni Dom

Buongiorno

 

Il caso di Narodni dom (Casa del popolo o Casa nazionale) di Trieste, che era la sede delle organizzazioni degli slavi triestini, un edificio polifunzionale nel centro di Trieste, nel quale si trovavano anche un teatro, una cassa di risparmio, un caffè e un albergo (Hotel Balkan), conferma ancora una volta quanto sia importante il ruolo dei media locali e quanto sia importante per la popolazione la conoscenza della storia locale.

Questo esempio della storia di Trieste è anche l’esempio della storia dei serbi di Trieste. Proprio grazie alla recente campagna mediatica, anche relativamente all’Hotel Balkan, siamo arrivati ​​alla sorprendente conoscenza che Narodni Dom fa parte anche del nostro passato storico e questo allo stesso tempo lascia una doppia sensazione.

Da un lato è emersa una dolorosa consapevolezza di quanto poco in realtà conosciamo la nostra storia. Eppure, d'altra parte, ci ha riportato ai tempi dei nostri antenati serbo triestini. È una sensazione meravigliosa sapere che i serbi di Trieste hanno dato alla città più di 60 palazzi, che Jovo Kurtović è stato uno dei fondatori del commercio portuale di Trieste, che, grazie a lui, è stato aperto a Trieste, nel 1799, uno dei primi consolati americani in Europa. Cosa dire del medico Djordje Nikolić, urologo di Trieste e fondatore dell'urologia italiana, ma anche fondatore della Società medica di Trieste. Il medico Marin Gopcevic, invece, fu il fondatore a Trieste della neurologia. Uno dei fondatori dell'Ospedale Maggiore è il medico Dimitrije Frušić, mentre il medico Eugenio Guzina fu tra i primi gestori dell'omonimo ospedale. Un altro serbo triestino, un poliglotta, Velimir Đalović è stato il fondatore in America del giornalismo italiano e serbo.

L'elenco dei facoltosi serbi di Trieste è lungo ... Quella catena non è stata completamente interrotta. Oggi, secondo le nostre stime, circa 20.000 serbi vivono e lavorano a Trieste. I triestini con le radici serbe, i serbi con la doppia cittadinanza e i serbi con la sola cittadinanza serba. Pur occupando diverse posizioni sociali, siamo perfettamente integrati e consapevoli del nostro ruolo e del contributo allo sviluppo economico, culturale e storico della città di Trieste, e desideriamo che questo percorso continui.


Per succitati motivi, tenendo conto del nostro passato e ponendo sguardo sul futuro, domandiamo gentilmente alla Città di Trieste di non dimenticarci. Considerando tutte le circostanze storiche, legate all’Hotel Balkan presso Narodni Dom, come uno dei popoli che ai tempi di Maria Teresia hanno potuto usufruire di questo locale, vi preghiamo di verificare la possibilità di permettere anche a noi di utilizzare anche in futuro un parte dello stesso edificio, sempre in armonia e in accordo anche con la Comunità Slovena di Trieste.


 

 Distinti saluti 

Dejan Nikodijevic

presidente

Associazione serba Vuk S.Karadzic Trieste


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