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L’associazione culturale “Comitato 10 Febbraio” ha lanciato oggi una petizione online per chiedere al Senato il ritiro del Disegno di Legge S.1935, intitolato “Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale”.

Il disegno di legge prevede la completa riabilitazione militare di tutti i soldati italiani fucilati, nel corso della Prima Guerra Mondiale, dai tribunali militari con l'accusa di diserzione, fuga di fronte al nemico, rivolta e ammutinamento. In caso di approvazione tutti i soldati italiani fucilati per aver disertato saranno equiparati agli eroi caduti per l'Italia.
L'articolo 2, in particolare, prevede l'affissione, in un'ala del Vittoriano in Roma, di una targa nella quale la Repubblica "rende evidente la sua volontà di chiedere il perdono di questi nostri caduti".

La proposta è stata approvata alla Camera dei Deputati con un incredibile voto unanime (un solo astenuto).

Il Comitato 10 Febbraio condivide la doverosa pietà umana nei confronti di questi nostri compatrioti, ma chiede il ritiro della proposta di legge in quanto il riconoscimento militare di quanti fuggirono dal campo di battaglia rappresenterebbe un definitivo discredito nei confronti della memoria di Cesare Battisti, Nazario Sauro, Enrico Toti e dei tanti eroi che affrontarono la morte pur di difendere la Patria e la libertà.

La questione è già stata notata dal prof. Pier Franco Quaglieni e da Angelo Panebianco che, in un articolo, si è domandato: «Se chi diserta ha la stessa dignità di chi combatte, cosa diventa lecito pensare di quelli che, nonostante tutto, scelgono di obbedire agli ordini? E che cosa pensare, poi, di quelli che, rispettando gli ordini, addirittura muoiono in combattimento?».

È con questa domanda che chiediamo a tutti i partiti politici di votare contro la proposta di legge e di tributare i doverosi onori a quanti hanno sacrificato la propria vita per la difesa della nostra libertà.

Per firmare la petizione è sufficiente visitare il sito: http://www.thepetitionsite.com/it-it/947/446/944/ritirare-la-legge-che-equipara-i-disertori-agli-eroi-della-prima-guerra-mondiale./

 

Comunicato di Trieste Pro Patria
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Oggi 13 settembre 2015, in questo giorno in cui alcuni strani movimenti manifestano la loro italofobia per nulla mascherata, l'associazione "Trieste Pro Patria" presidia simbolicamente la sede della Lega Nazionale a ricordo delle persecuzioni nei confronti degli italiani causate dalle varie occupazioni straniere delle nostre Terre, da quella austroungarica, a quella tedesca, a quella jugoslava a quella britannica.

 

2015-09-TPPbIn particolare non si possono dimenticare nel 1898 gli incendi delle scuole della Lega Nazionale a Santa Croce e Duino Aurisina, il 23 maggio 1915 l'incendio della sede della Lega Nazionale di via Mazzini (contemporaneamente alle sedi della Società Ginnastica Triestina e del Piccolo), nel 1928 l'incendio della scuola materna e del doposcuola della Lega Nazionale ad Opicina nonché i caduti di via Imbriani del 1945 e quelli del 5 e 6 novembre del 1953 e tanti altri che hanno dato la vita per la nostra libertà.

 

Rifiutando le banali e cialtronesche semplificazioni di natura etnica sulle motivazioni della crisi che attanaglia la nostra città, cavallo di battaglia dei sedicenti movimenti secessionisti, Trieste Pro Patria, quindi, condanna senza mezzi termini l'italofobia propagandata a buon mercato, invita la cittadinanza a respingere tali aberranti tesi e a lottare con il Tricolore come fecero i nostri padri, i nostri nonni ed i nostri antenati, per Trieste in una Italia sovrana e migliore di questa disegnata da lobbies mondialiste, comitati d'affari apolidi e potentati finanziari internazionali che nulla hanno a che fare con la nostra storia e la nostra Patria. VIVA L'ITALIA."

 

ASSOCIAZIONE TRIESTE PRO PATRIA

 


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IN MEMORIA DI

WILLIAM KLINGER

Ricordi collegiali e d’amicizia

 

 

 

Interverranno:

 

Paolo SARDOS ALBERTINI, presidente della Lega Nazionale - Trieste

 

Andrea BELLAVITE, giornalista, già insegnante di Filosofia, Teologia fondamentale e storia delle religioni presso la Facoltà Teologica del Triveneto , nelle sedi di Udine e di Trieste;

 

Gianluca VOLPI , docente di Storia moderna all’Università degli Studi di Udine;

 

Ilaria ROCCHI, redattore settore cultura de “La Voce del Popolo” di Fiume

 

Paolo RADIVO, direttore de “L’Arena di Pola”

 

Ivan BUTTIGNON, politologo, dottore di ricerca in Storia contemporanea e collaboratore didattico dell’Università di Trieste

 

 

 

L’appuntamento è per giovedì 17 settembre 2015 alle ore 18.00, nella sede sociale della Lega Nazionale, via Donota 2/III piano.

 

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Comunicato stampa della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati

Nell'ambito del programma del 'Meeting per l'amicizia fra i popoli' che si tiene a Rimini dal 20 al 26 agosto, si sta svolgendo la mostra sulle vicende dell'Esodo Giuliano-Dalmata dal titolo "Tu Lascerai Ogni Cosa Diletta Più Caramente"
Il successo di pubblico, che in 36 ore di apertura della mostra (dalle ore 12 di giovedì 20, alle 24 del 22) ha registrato, secondo i dati ufficiali, la presenza di circa seimila visitatori, sorprende gli stessi curatori, cosi come sorprende, con grande soddisfazione, l'interesse di un vasto e colto pubblico per la 'scoperta' di una pagina ancora poco nota della storia italiana del Novecento.
Il messaggio della mostra - inserito dentro il tema del Meeting 'Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?' - tesa a chiarire alcuni episodi e a definire termini e luoghi delle vicende delle genti giuliano-dalmate a cavallo della Seconda guerra mondiale, si concentra sul programma intrapreso in questi ultimi tre anni dal mondo Associativo che si riferisce alla FederEsuli. Un programma ideale sostanziato in tante attività tese a difendere la Memoria, nonché l'etica e la prospettiva di un popolo in esilio, come esempio per gli eventi drammatici del presente.
In particolare, tale prospettiva è costituita dalle nuove generazioni dei figli degli esuli che, andando al di là del confinamento nel vittimismo voluto dalla 'ragion politica', puntano sui diritti inalienabili fino ad oggi ancora negati. Istanze che vanno dal diritto a non essere considerati stranieri nella Terra di origine delle proprie famiglie, cosi come il vedere riconosciuto, una volte per tutte, un giusto ed equo indennizzo, da parte dello Stato italiano, per il debito di guerra pagato nei confronti della ex-Jugoslavia con i beni che quel popolo fu costretto ad abbandonare.
Il successo della mostra - rappresentativa di tutte le realtà Associative giuliano-dalmate e curata, specificamente dall'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, dal Coordinamento Adriatico e dal Centro Documentazione Multimediale della cultura giuliana,
istriana, fiumana e dalmata di Trieste - non dà solo vigore ed impulso, ma incrementa il consenso ormai a livello nazionale alle vicende del nostro confine orientale e delle istanze portate all'attenzione del grande pubblico con l'azione di chi lavora, giorno dopo giorno, per affermare un'ideale di giustizia.

dr. Antonio Ballarin
Presidente Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati
Roma, 23 agosto 2015

E se tornano i titini

 

Presso la sede della Lega nazionale è disponibile questo importante lavoro, che riassume i temi trattati in un convegno, con i contributi di Paolo Sardos Albertini, Lorenzo Salimbeni, Paolo Radivo, Ivan Buttignon, William Klinger, Mattia Zenoni, Andrea Vezzà, Michele Pigliucci.


Il 12 giugno '45 i titini lasciano Trieste, ma la città di San Giusto vivrà gli anni successivi sotto il segno di quel terrore.


"E se tornano i titini?" sarà la domanda angosciosa che peserà fino al 26 ottobre '54, quando ci saranno finalmente i soldati d'Italia a garantire contro il ritorno degli uomini con la stella rossa.

 

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