• 040365343
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 da "Il Piccolo" del 22 maggio 2018

Dal sito del SAP di Trieste: 

15 maggio 2018 - Si è svolto questa mattina a Trieste, alle 09.30 alla Foiba di Basovizza e alle 10.30 al Famedio della Questura il Memorial Day 2018.

Dal 1993, l’anno dopo la strage di Capaci, e Via D’Amelio, dove persero la vita i giudici FALCONE, BORSELLINO e i colleghi di scorta Vito SCHIFANI, Rocco DI CILLO, Antonio MONTINARO, Agostino CATALANO, Emanuela LOI, Walter Eddie COSINA, Vincenzo LI MULI e Claudio TRAINA, il Sindacato Autonomo di Polizia, nel mese di maggio, organizza il “Memorial Day” una serie di manifestazioni su tutto il territorio nazionale, realizzata per celebrare tutte le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di criminalità, e commemorare non solo i servitori dello Stato ma anche giornalisti, politici, religiosi e semplici cittadini che hanno pagato con la vita il loro impegno a favore della collettività.

Una breve e semplice cerimonia, quella di Basovizza, condotta dal Segretario Provinciale del SAP Lorenzo TAMARO alla presenza di autorità civili e militari cittadine con deposizione di un mazzo di fiori sul Cippo ai Poliziotti, posizionato dalla sede di Trieste dell’A.N.P:S. nell’ottobre 2007 a ricordo dei Poliziotti caduti e infoibati, dimenticati per decenni.

L’associazione “Spartaco” ha letto la preghiera a  San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato.

Alle ore 10.30, la Segreteria del SAP di Trieste ha poi deposto una corona d’alloro sul Famedio della Questura in memoria di tutti i caduti della Polizia di Stato e in ricordo di tutti coloro che si sono battuti e hanno sacrificato tutto in questi valori.

Presenti alle cerimonie autorità civili e militari, familiari delle vittime, il Questore di Trieste Isabella FUSIELLO, il Prefetto di Trieste Annamaria PORZIO, il Vice Sindaco di Trieste Pierpaolo ROBERTI, l’Assessore del Comune di Duino-Aurisina Valentina BANCO, i Comandi Provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale di Trieste, il Segretario Nazionale del SAP Michele DRESSADORE, il Segretario Provinciale del SAP di Gorizia Angelo OBIT, il Presidente del SAFOC Alfredo CANNATARO, l’A.N.P.S. (Associazione Nazionale Polizia di Stato), la Lega Nazionale e l’associazione “Spartaco”.

E’ stata poi impartita la benedizione dal Cappellano della Polizia di Stato Don Paolo RAKIC. Nel corso della cerimonia il Segretario Provinciale SAP Lorenzo TAMARO ha illustrato l’iniziativa facendo riferimento al ricordo del sacrificio delle vittime.

Un ricordo, quello del MEMORIAL DAY di Trieste, che assume un particolare significato perché le stragi di via D’Amelio e quella di Capaci, hanno tristemente segnato la nostra città, per il diretto coinvolgimento di Eddie Walter COSINA e di Vito SCHIFANI frequentatore del 116° corso Allievi Agenti della Scuola di Trieste.

Sono stati inoltre ricordati Vincenzo RAIOLA, proprio ieri ricorreva l’anniversario del mortale ferimento, Luigi VITULLI ed in egual misura tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per difendere la legalità e la democrazia di questo Paese, pagando con il massimo sacrificio, in molti casi, per la sola colpa di aver rappresentato lo Stato italiano o di essere italiani.

Oggi ricordare questi eroi non è solo un dovere, ma una necessità perché la “missione” alla quale siamo chiamati a svolgere non debba essere inficiata e questi estremi sacrifici non siano stati vani.

Un dovere quello di un sindacato come il SAP, che quotidianamente si batte per tutelare i diritti dei poliziotti e che non può dimenticare coloro i quali hanno dato tutto nello svolgimento delle proprie mansioni per il bene della comunità.

Alla celebrazione del “Memorial day 2018”, in considerazione del valore e l’importanza dell’iniziativa è stato concesso il patrocinio del Comune di Trieste.

 

Link: http://www.sap-trieste.org/notizie/1109-si-e%E2%80%99-svolto-a-trieste-il-memorial-day-2018.html

 

Da "Il Piccolo" del 4 maggio, articolo di Marco Bisiach:

UN’INIZIATIVA EUROPEA PER APRIRE GLI ARCHIVI SUI DEPORTATI DAI TITINI - ALLA COMMEMORAZIONE AL LAPIDARIO IL SINDACO SVELA LA RICHIESTA FORMULATA ALL’EUROPRESIDENTE TAJANI DI TRATTARE CON BELGRADO

Un’iniziativa dell’Europa per trattare con Belgrado l’apertura degli archivi e conoscere finalmente la verità sulla sorte dei deportati in Jugoslavia del maggio del 1945. È la richiesta avanzata nei giorni scorsi al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani - in occasione della sua visita a Gorizia per parlare di Zese e nell’ambito della campagna elettorale per le regionali - dal sindaco Rodolfo Ziberna.

Ad annunciarlo è stato proprio Ziberna, prendendo parte ieri all’annuale cerimonia commemorativa di fronte al lapidario del Parco della Rimembranza, organizzata dal Comitato congiunti dei deportati in Jugoslavia. Con il primo cittadino c’erano tra i tanti il prefetto Marchesiello, il questore Pillinini, diversi esponenti della giunta e del Consiglio comunale, e, per la prima volta, anche un rappresentante del Comune di Cormons, l’assessore Massimo Falato. E poi ovviamente erano rappresentate tutte le associazioni combattentistiche e d’arma, c’erano le autorità militari e alla cerimonia assieme a tanti cittadini hanno preso parte anche l’onorevole Guido Germano Pettarin e gli ex sindaci Vittorio Brancati ed Ettore Romoli, quest’ultimo fresco di elezione in Consiglio regionale.

«Quella della deportazione titina non è una tragedia che riguarda solo una città, la nostra, o un territorio, ma è importante per tutti - ha detto Ziberna -. Per questo abbiamo chiesto al presidente Tajani un’iniziativa europea per l’apertura degli archivi. Ci è stato detto che a Lubiana e a Zagabria non ci sono, e forse allora è possibile trovare ciò che cerchiamo nelle capitali dei Paesi dell’ex Jugoslavia che ancora non hanno aderito all’Europa, a partire da Belgrado. Siamo tutti qui mossi dalla volontà di non dimenticare, ma anche da quella di cercare la verità. Nessuno di noi nutre desiderio di vendetta e non cerchiamo nuovi processi, ma abbiamo una ragionevole pretesa di verità». Il sindaco ha precisato come «non sia ormai più importante sapere i contenuti e le modalità dei processi farsa che sono costati la vita a tante persone», spiegando invece che l’obiettivo deve essere quello di poter conoscere finalmente il luogo dove tanti deportati sono stati sepolti, «per far sì che i nostri figli e i nostri nipoti possano avere un posto dove portare un fiore».

Alle parole di Ziberna è seguito un momento di preghiera, mentre prima della conclusione della cerimonia (che si era aperta con la deposizione delle corone al lapidario che ricorda i deportati) il microfono è passato a Clara Morassi Stanta del Comitato congiunti dei deportati in Jugoslavia, da sempre anima dell’iniziativa. «Ci ritroviamo qui ormai da 73 anni - ha detto -, e anche se è passato tanto tempo da allora, nel nostro cuore tutti i nostri cari vivono ancora. La giustizia umana sin qui non ha voluto o non ha potuto fare il suo corso, e per noi resta ancora tanto silenzio. Ma io ho ferma fiducia nella giustizia divina, alla quale nessuno sfuggirà».

Un invito conclusivo è stato offerto poi da don Ignazio Sudoso, che anticipando la benedizione ha auspicato che dal ricordo di tanti cari scomparsi possa nascere una «nuova forma di umanità e di collaborazione tra le genti, senza per questo venir meno alla verità dei fatti».

Merita più di una riflessione il quesito che si pone il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna:

PERCHÉ ANCORA SI TACE SUI DEPORTATI?

E' la domanda che mi faccio ogni anno alla cerimonia in ricordo in ricordo delle centinaia di Goriziani deportati a guerra finita dai partigiani titini per la sola colpa di essere orgogliosamente italiani. E' la domanda che si fanno i familiari di quelle vittime innocenti. A più di 70 anni di distanza ancora non si è riusciti a fare piena luce su quel drammatico periodo ma, soprattutto, tante famiglie non sanno ancora come e dove sono morti i loro cari e dove si trovano le loro salme.
Verità nascoste dalla cosiddetta Ragion di Stato e da alcuni addirittura negate, ancora oggi. Ma noi continueremo a cercare e a "inseguire" chi fa finta che tutto sia finito.

(Testo e foto tratti dal suo profilo Facebook)

Il giorno 3 maggio si è svolta presso la Foiba di Basovizza la Cerimonia di Commemorazione dei 97 Finanzieri deportati e trucidati nella medesima data del ’45 dalle truppe titine. 

Dal profilo del sindaco Roberto Dipiazza:

“Non eravamo partigiani, ma eravamo Patrioti” queste le belle parole della Medaglia d’Oro al Valor Militare prof.ssa Paola Del Din pronunciate alla #Foiba di Basovizza in occasione della Cerimonia di commemorazione dei 97 Finanzieri deportati e trucidati il 3 maggio del ’45 dalle truppe comuniste di Tito che dal 1 maggio 1945 si resero protagoniste nella Venezia Giulia, Istria e Dalmazia dell’eccidio di tante persone a guerra terminata. Scopo delle truppe titine era quello di eliminare fisicamente i rappresentanti dello Stato italiano, tra cui anche questi finanzieri che nulla avevano fatto. Alla luce anche di questo episodio è vergognoso, violento e offensivo vedere ancora sfilare a #Trieste tra i cortei dei Sindacati certe bandiere di morte.
Con partecipazione e commozione ho sentito scandire i nomi dei 97 finanziari così barbaramente uccisi ed insieme abbiamo pregato sulla lapide che ho voluto portare al Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza nel mio primo mandato da Sindaco di Trieste".

 

 La riflessione dell’onorevole Roberto Novelli, già assessore comunale e consigliere regionale:

"Oggi ho partecipato presso il Sacrario della Foiba di Basovizza alla Cerimonia di Commemorazione dei 97 Finanzieri deportati nel 1945 dalla Caserma di via Campo Marzio di Trieste. Il 1° maggio 1945, l’esercito popolare jugoslavo del Maresciallo Tito assumeva il controllo della città di Trieste, rendendosi responsabile anche a questa sede, così come nel resto della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia, dell’eccidio di un numero elevatissimo di persone.
Tra questi vanno ricordati 97 militari della Guardia di Finanza, che essendo in servizio nella città giuliana presso la Caserma di via Campo Marzio, dopo essere stati indotti con l’inganno a consegnare le armi, furono catturati e barbaramente trucidati nelle foibe del carso triestino il successivo 3 maggio".

 

 

 

(Foto di Roberto Novelli e Sergio Fon)

Libri, DVD e gadget

Se volete avere libri, DVD e gadget della Lega Nazionale

cliccate QUI 

Ultima novità:

Per un grande amore 

I Giovani della Lega nazionale

 

 

Vuoi partecipare alle nostre attività? Vuoi collaborare con la Lega nazionale? Ha i voglia di portarci le tue idee, di mettere a frutto le tue capacità?

 

carto3pic

 

Il gruppo Giovani (18 ai 35 anni) si incontra

presso la sede di Via Donota 2

scrivici o chiamaci!