12 giugno 1945 – 12 giugno 2024: Gorizia ricorda la liberazione dall’occupazione jugoslava

Mercoledì 12 giugno, presso il Lapidario del Parco della Rimembranza di Gorizia, si è svolta la cerimonia di commemorazione del 79° anniversario della liberazione della città dall’occupazione jugoslava, nel luogo simbolico inaugurato esattamente un anno prima per ricordare i deportati e le vittime di quelle drammatiche vicende.

La ricorrenza del 12 giugno rappresenta, per il territorio goriziano, un momento centrale nella memoria storica locale. In questa data, nel 1945, le truppe jugoslave abbandonarono la città, dando avvio a una nuova fase amministrativa sotto il Governo Militare Alleato (GMA), che avrebbe gestito la zona A della Venezia Giulia, comprendente anche Gorizia, fino al 14 settembre 1947.

Già il 9 giugno 1945, attraverso Radio Londra, era stata annunciata la decisione che città come Pola, Trieste, Gorizia e Caporetto sarebbero passate sotto il controllo angloamericano. Il 12 giugno segnò quindi un passaggio decisivo per il futuro del territorio, ponendo fine all’occupazione jugoslava iniziata nel maggio dello stesso anno.

Nel corso della cerimonia, svoltasi davanti al Lapidario che ricorda la deportazione di oltre 750 cittadini del goriziano, è stato rinnovato il ricordo delle vittime e delle sofferenze vissute dalla popolazione civile. Un momento di raccoglimento volto a mantenere viva la memoria delle tragedie che hanno segnato il confine orientale nel secondo dopoguerra.

Le vicende legate alla lotta partigiana e al contesto geopolitico dell’epoca risultano strettamente connesse al tentativo di annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia. In questo quadro complesso, numerosi episodi di violenza colpirono anche civili e membri del Comitato di Liberazione Nazionale, contribuendo a un clima di paura e instabilità che caratterizzò quei mesi.

Il Lapidario del Parco della Rimembranza rappresenta oggi un punto di riferimento per la memoria cittadina, un luogo dedicato alla verità storica e al ricordo dei martiri, affinché le nuove generazioni possano conoscere e comprendere una pagina fondamentale della storia di Gorizia.