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E’ un NUMERO SPECIALE della rivista La Voce di Fiume – La Tore, quello nato a conclusione del primo incontro SEMPRE FIUMANI, svoltosi nel giugno scorso nella città del Quarnero con la partecipazione di alcune centinaia di esuli da tutto il mondo, accolti dai soci della Comunità degli Italiani all’interno di palazzo Modello. Una festa, un’occasione importante, un modo per ritrovare le radici o comunque capirne la provenienza. Alla conclusione di tre giornate davvero importanti con messe, convegni, spettacoli, incontri ufficiale, concerti, mostra, dibattito e tant’altro, si è deciso di lanciare una sfida: realizzare un giornale doppio con tutte e due le testate, di esuli e rimasti. Ambedue con una lunga tradizione alle spalle, con tirature importanti che le vedono protagoniste in tutto il mondo laddove vive ed opera una comunità fiumana, dall’Australia, all’Argentina, dal Canada e gli USA al Sudafrica. Per non parlare dell’Europa, e poi di quasi tutte le regioni italiane, la Slovenia e la Croazia. La rivista doppia, presentata qualche settimana fa a Fiume, ora viene illustrata alla realtà triestina nel corso di un incontro che si svolgerà giovedì 21 novembre con inizio alle ore 18, in via Donota 2 (terzo piano), grazie alla collaborazione tra la Lega Nazionale con la sua Sezione di Fiume, l’Associazione Libero Comune di Fiume in Esilio – Redazione La Voce di Fiume, la Comunità degli Italiani di Fiume – Redazione La Tore. Alla serata saranno presenti i massimi esponenti dei soggetti coinvolti: Guido Brazzoduro, Rosa Gasparini, Rosanna Turcinovich Giuricin, Roberto Palisca, Paolo Sardos Albertini. Ai presenti sarà consegnata una copia omaggio del giornale.

Il dott. Fulvio Varljen e il sig. Alessio Benvegnù, della Delegazione di Adria della Lega Nazionale, hanno consegnato al Presidente della Lega Nazionale Avv. Paolo Sardos Albertini l’omaggio del Sindaco di Adria, dott. Massimo Barbujani e della Direttrice del Coro Edelweiss.

Questo il messaggio del Sindaco della città di Adria alla Lega Nazionale:

“in occasione delle cerimonie del 59° anniversario del ritorno dell’Italia a Trieste, promosse dalla Lega Nazionale e della commemorazione degli Ultimi Martiri del Risorgimento, mi pregio farLe pervenire, tramite il mio concittadino Sig. Benvegnù, un piccolo pensiero della Città di Adria in segno di sentita partecipazione.

Augurando la migliore riuscita della manifestazione, saluto con viva cordialità.

Massimo Barbujani

Sindaco di Adria

19 ottobre 2013 “


A Simone Cristicchi, quale segno di riconoscenza del Comune di Trieste per lo spettacolo Magazzino 18, lucida e delicata testimonianza dei dolorosi trascorsi delle nostre genti”. 
E’ questa la dedica, incisa nella targa ufficiale del Comune, che il sindaco Roberto Cosolini ha consegnato oggi (martedì 12 novembre) a Simone Cristicchi, nel corso dell’incontro, svoltosi nel salotto azzurro del palazzo municipale, presenti tra gli altri il vicesindaco Fabiana Martini, l’assessore Elena Marchigiani, il presidente del Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, il presidente del Teatro Stabile Milos Budin con il direttore Antonio Calenda, il vicepresidente del Consiglio comunale Alessandro Carmi, i consiglieri comunali Roberto Decarli, Patrik Karlsen, Paolo Rovis, Giovanni Coloni, Manuela Declich, Salvatore Correli, nonché numerosi rappresentanti delle principali Associazioni legate al mondo dell’Esodo istriano, fiumano e dalmata.


“L’attestazione di stima, gratitudine e affetto per una persona che a Trieste e alla sua comunità ha dato qualcosa d’importante” è stata ribadita dal sindaco Cosolini che ha evidenziato anche “l’emozione straordinariamente positiva Magazzino 18”, conclusa con “un applauso finale che è stato liberatorio, come se si fosse tolto un peso su una vicenda triste, dolorosa e drammatica, oggetto di rimozione, divisione e giustificazionismi”. “Abbiamo fatto un ulteriore passo avanti –ha detto ancora il sindaco- che ora sarà proposto alla comunità civile del nostro Paese”. Il primo cittadino ha infine ringraziato Cristicchi a nome della città, “per la scelta, per il coraggio e anche per essere riuscito a superare i momenti difficili prima del debutto”, per aver realizzato uno spettacolo “con rispetto, delicatezza, talento autentico e tanta voglia di futuro”. 
Ringraziando il sindaco per il riconoscimento della città, “mi sembra –ha detto Simone Cristicchi- di aver vissuto un sogno quella settimana”, che non si sarebbe realizzato senza l’aiuto di tante persone, alcune anche presenti nell’incontro odierno. In particolare Cristicchi ha voluto ricordare “l’atto di coraggio del Teatro Stabile”, l’onore di aver potuto lavorare con “un folle visionario” come il direttore Antonio Calenda, che l’ha guidato e l’ha fatto diventare attore, l’apporto prezioso del presidente Milos Budin, ma soprattutto, quando pensavo di abbandonare, “la mia mamma che, dal suo letto di sofferenza in ospedale, mi ha detto che dovevo andare a Trieste a fare Magazzino 18” e che anche lei potrà ora vedere il prossimo anno. Infine Simone Cristicchi ha voluto ringraziare anche Piero Delbello, “la persona che mi ha aperto le porte del Magazzino 18” e sono tanti i teatri e soprattutto le scuole in Italia stanno chiedendo di poter vedere “Magazzino 18”.

Il comunicato stampa e le foto provengono dalla rete civica del Comune di Trieste.

Pubblichiamo l'articolo di Andrea Giovannini apparso il 22 ottobre su Triesteprima.it

In una serata mite, con il centro di Trieste che vive la sua tranquillità, al Politeama Rossetti l’aria è frizzante.

Si notano le file alle entrate e i soliti ritardatari in cerca di parcheggio. Va di scena oggi, la prima dello spettacolo di Simone Cristicchi “ Magazzino 18 “.

Polizia, carabinieri e altri reparti sono presenti fuori dal teatro, mentre parecchi volti noti della politica nostrana, quali Roberto Di Piazza, Paolo Rovis e altri, entrano con relative consorti.

Fuori, sempre nell’attesa dell’inizio dello spettacolo, tra cameraman e fotografi che immortalano bandiere dell’Istria e della Dalmazia, qualcuno distribuisce una fotocopia delle parole di Va Pensiero, come se ci fosse un patto non pubblicizzato che alla fine della serata, in platea, si canti la famosissima terza parte del Nabucco di Verdi.

Si spengono le luci e abbia inizio lo spettacolo, solo, in mezzo al palco, appare Simone Cristicchi, preparatissimo, emozionato, ma decisamente accattivante con quel suo modo spensierato di raccontare.

Lui è un tale Persichetti, dipendente romano del ministero degli interni inviato a fare il resoconto di quello che si trova all’interno del magazzino 18 nel porto vecchio di Trieste. Ricordando un po’ affari tuoi, il protagonista ripercorre al telefono la storia di quelle vecchie mercanzie, raccontando al misterioso dottore di Roma le sensazioni e i malinconici contenuti di una delle più dolorose storie d’Italia.


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