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10 FEBBRAIO 2018 : LA RAI PER IL "GIORNO DEL RICORDO"

Foibe. Una programmazione per non dimenticare


Anche quest’anno, in occasione del Giorno del Ricordo, la Rai ha messo a punto un ampio palinsesto in tv e alla radio, su Reti, Testate e Web per ricordare le vittime delle Foibe e il dramma dei tanti italiani, spogliati di tutti i loro averi, in fuga dall’Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia, sul finire della seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra.

In particolare alla vigilia della ricorrenza, venerdì 9 febbraio alle 17, Rai2 trasmetterà, a cura di Rai Parlamento, la cerimonia di commemorazione in diretta dall’Aula di Palazzo Madama, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Uno spot istituzionale prodotto da Rai per il Giorno del Ricordo sarà proposto fino a sabato 10 su tutte le Reti.


Con informazione, film, fiction, approfondimenti e testimonianze verrà ripercorsa una delle pagine più cupe della nostra storia contemporanea - una vicenda di violenze e vendette troppo a lungo dimenticata - quando tra il 1943 e il 1947 migliaia di italiani furono massacrati, gettati vivi o morti nelle cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia, le foibe appunto, utilizzate dai partigiani jugoslavi agli ordini di Tito come fosse comuni per esecuzioni sommarie collettive.  Un genocidio riconosciuto ufficialmente nel 2004, con la legge che istituì questa “solennità civile nazionale italiana”, celebrata il 10 febbraio di ogni anno per «conservare e rinnovare la memoria della tragedia di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». 


La programmazione dedicata, che ha preso il via lunedì 5 febbraio su Rai3 con La Grande storia - Foibe nei luoghi della memoria, con il commento di Paolo Mieli, proseguirà giovedì 8 su Rai2, alle 11, con il programma I Fatti vostri che dedicherà uno spazio di approfondimento al ricordo della tragedia e delle persecuzioni perpetrate in quei drammatici giorni. In seconda serata Rai3 trasmetterà, alle 23.05, il documentario L'ultima spiaggia. Pola fra la Strage di Vergarolla e l'Esodo di Alessandro Quadretti. Il regista ricostruisce e racconta, insieme con Domenico Guzzo, storico esperto di terrorismo e co-sceneggiatore, una tragedia rimasta per decenni ai margini della memoria collettiva italiana.

La giornata di venerdì 9 si aprirà su Rai1 con lo spazio di approfondimento di Unomattina, mentre il Tg1 trasmetterà servizi nelle varie edizioni. In diretta dal Senato Rainews effettuerà, a partire dalle 17, collegamenti per seguire la cerimonia del Giorno del Ricordo. Alle 23.50 verrà proposta una puntata speciale della rubrica del Tg2 Punto di vista. Rai3 trasmetterà alle 13.15 Passato e Presente – Il dramma Giuliano-Dalmata. Dalle Foibe all’esodo, con il commento del prof. Raoul Pupo. 


Nella giornata di sabato 10 Rainews seguirà in diretta la cerimonia alla Foiba di Basovizza (ore 10.30), luogo riconosciuto come monumento nazionale, con collegamenti dal campo profughi di Padriciano che per oltre vent'anni accolse gli esuli istriani, fiumani e dalmati, cacciati dalle proprie case. Saranno trasmessi anche servizi e approfondimenti, fra cui la testimonianza di Erminia Bernobi, cugina e oggi unica parente in vita di Norma Cossetto, giovane violentata, torturata e gettata in una foiba. A questa si unirà anche la testimonianza di Giacomo Crosilla (il padre fu gettato in foiba e sua sorella è morta nella strage di Vergarolla) che ha ricevuto la medaglia d'onore del Presidente della Repubblica. Tanti i servizi di Rainews con dettagliate ricostruzioni storiche degli eventi.

Rai2 proporrà un approfondimento nel programma Sulla Via di Damasco, dalle 7.45.

Servizi e testimonianze in tutte le edizioni dei tg Rai.

Rai Premium trasmetterà poi alle 21.20 una delle fiction Rai di maggior successo e impatto emotivo, “Il cuore nel pozzo”, per la regia di Alberto Negrin, con Leo Gullotta, Beppe Fiorello, Anna Liskova, trasmessa per la prima volta nel 2005. Nello scenario del paesaggio istriano, le immagini riportano al periodo in cui il secondo conflitto mondiale sembra ormai volgere al termine. I tedeschi si ritirano dalla zona di occupazione italiana che era stata annessa mentre si fanno prepotentemente avanti i titini che dilagano fino a Trieste. Attraverso il racconto di quei giorni descritti dal giovanissimo protagonista, si disvela la sconvolgente verità di vicende atroci e sanguinose generate dalla pulizia etnica dei seguaci di Tito.

Ricca la programmazione di Rai Storia: alle ore 8.50 (replica alle 14:00, 20:30, 00:30) andrà in onda Passato e Presente – Il dramma Giuliano-Dalmata

Il film Il giorno e la Storia verrà trasmesso alle ore 00.10 (replica alle 5:30, 8:30, 11:30, 14:00, 20:10).

Alle 16 Rai Storia proporrà Mille Papaveri Rossi-TG2 Dossier, Orrore dimenticato e alle 21:10 il documentario L'ultima spiaggia. Pola fra la Strage di Vergarolla e l'Esodo.

Infine alle 22.10 sarà trasmesso il docufilm Trieste, la contesa.  

Rai Scuola proporrà alle 18.30 lo speciale Le foibe: il dolore e l’esilio.

Oltre ai diversi programmi sulle sue reti, Rai Cultura commemora il Giorno del Ricordo con uno Speciale Web sul portale di Rai Storia: online i commenti di vari storici, da Giovanni Sabbatucci (che si concentra sull' istituzione del Giorno del Ricordo) a Raoul Pupo ed Ernesto Galli della Loggia. 

Radio Rai seguirà la ricorrenza del Giorno del Ricordo con servizi nelle maggiori edizioni dei Giornali Radio: dall’appuntamento istituzionale del venerdì al Senato della Repubblica fino alle iniziative organizzate per la giornata di sabato 10 febbraio.  

Gli account social promuoveranno tutta la programmazione.

 

Fonte: Ufficio stampa RAI

con riferimento a quanto in oggetto, si rende nota la posizione dell'Unione degli Istriani attraverso il seguente comunicato stampa, con preghiera di pubblicazione e divulgazione.

 

CONVEGNO DI STAMPO POLITICO IL 10 FEBBRAIO A TORINO PER INFANGARE IL GIORNO DEL RICORDO

 

***

 

Come accade da diversi anni a questa parte in prossimità del 10 febbraio - data della solennità civile che il Parlamento italiano a larghissima maggioranza ha voluto e lo Stato ha poi istituito con la legge 30 marzo 2004 n. 92  per «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale» - si moltiplicano le iniziative di carattere fazioso e di stampo politico per infangare il ricordo dell'esodo giuliano-dalmata e stravolgere la verità di quanto accadde nei tragici anni 1943-1945 e1947-1975 in Istria, a Trieste e a Gorizia, ed in Friuli.

 

In questo contesto particolare va inquadrato il convegno (che gli organizzatori hanno definito "nazionale") che avrà luogo a Torino il giorno sabato 10 febbraio 2018 (proprio nella data della ricorrenza del Giorno del Ricordo), dalle ore 10 alle ore 17 presso la sala convegni del museo dell'ex Carcere "Le Nuove", in Via Borsellino 3, dal titolo apparentemente innocuo: "Giorno del Ricordo. Un bilancio" (link: http://www.cnj.it/home/it/iniziative/8732-torino-10-2-2018-giorno-del-ricordo,-un-bilancio.html).

 

L'obiettivo dell'iniziativa, organizzata dalla associazione "Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia -  onlus" e dalla rivista di storia critica "Historia Magistra", pretende di voler essere - come specificato nell'invito pubblicizzato e reperibile in internet - una «analisi delle conseguenze della istituzione del "Giorno del Ricordo" (Legge n.92 del 2004) e delle sue celebrazioni sino ad oggi, attraverso qualificate relazioni scientifiche» attraverso le quali  «saranno investigate le ricadute dell'inserimento del "Giorno del Ricordo" nel calendario civile della Repubblica, che appaiono molto pesanti a livello politico, culturale e di autopercezione identitaria della Nazione, nonché a livello didattico-scientifico e financo per le casse dello Stato».

 

Ora, se è vero che basta leggere il nome dell'associazione che ha ideato tale evento, e scorrere quelli dei sodalizi che vi aderiscono, così come la lista dei relatori per connotarlo politicamente e renderlo alquanto privo di scientificità, non si può non stigmatizzare quello che invece è lo scopo di questa iniziativa: tentare (vanamente) di screditare l'enorme lavoro di squadra svolto dall'associazionismo giuliano-dalmata e dalle massime Istituzioni dello Stato negli ultimi quindici anni, finalizzato al doveroso e necessario recupero della memoria negata di Foibe ed Esodo - garantendole dignità e il giusto posto nei libri di scuola - nel quadro delle più complesse, terribili vicende del confine orientale italiano.

 

Questo non significa che non ci debba essere un serio e vivace confronto su questi temi - al quale l'Unione degli Istriani peraltro non si è mai sottratta - purchè, però, esso abbia a svolgersi in un contesto di massima collaborazione, reciproco rispetto e, soprattutto, di dati e fatti precisi e documentati.

 

Ecco che appare allora utile ricordare un passaggio cruciale del discorso dell'allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - il quale fu, non dimentichiamolo, diretto protagonista e testimone della storia d'Italia di quel periodo -, da lui pronunciato in occasione della solenne cerimonia del Giorno del Ricordo svoltasi al Quirinale il 10 febbraio 2007:

 

[...] Da un certo numero di anni a questa parte si sono intensificate le ricerche e le riflessioni degli storici sulle vicende cui è dedicato il "Giorno del Ricordo": e si deve certamente farne tesoro per diffondere una memoria che ha già rischiato di esser cancellata, per trasmetterla alle generazioni più giovani, nello spirito della stessa legge del 2004. Così, si è scritto, in uno sforzo di analisi più distaccata, che già nello scatenarsi della prima ondata di cieca violenza in quelle terre, nell'autunno del 1943, si intrecciarono "giustizialismo sommario e tumultuoso, parossismo nazionalista, rivalse sociali e un disegno di sradicamento" della presenza italiana da quella che era, e cessò di essere, la Venezia Giulia. Vi fu dunque un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una "pulizia etnica".[...]

 

Non serve aggiungere altro.

 

***

 

Trieste, 26.1.2018

 

Sincere condoglianze della Lega Nazionale per la scomparsa del suo Socio Onorario.

 

Nota tratta dall' Unione degli Istriani:

 

SCOMPARSO ITALO GABRIELLI, PRESIDENTE DELL' UNIONE DEGLI ISTRIANI DAL 1976 AL 1981.

È scomparso ieri pomeriggio, 5 gennaio 2018, il prof. Italo Gabrielli, figura storica dell'Unione degli Istriani, di cui fu Presidente dal 1976 al 1981. Il 26 gennaio avrebbe compiuto 97 anni.

Il Presidente, la Giunta ed il Consiglio Generale della nostra Associazione sono vicini in questo triste momento alla moglie Alma Cosulich, ai figli Marco (Presidente del Consiglio Comunale di Trieste in carica), Paola, Francesco e Piero.

Di seguito pubblichiamo una succinta biografia di Gabrielli, ricavata dal sito web italogabrielli.eu.

Nella foto, Italo Gabrielli con Papa Giovanni Paolo II, nel 1983.

***

Italo Gabrielli è nato da famiglie di irredentisti il 26 gennaio 1921 a Pirano d’Istria, dove visse fino al 1928, quando si trasferì con i genitori e la sorella Gabriella a San Canziano di Capodistria, essendo stato il padre Silio Gabrielli, laureato in agraria a Perugia, nominato Direttore di quella Scuola di Pratica Agricola. Conseguì la maturità classica a Capodistria presso il Liceo-Ginnasio Carlo Combi nel 1939 e nell’autunno vinse il Concorso nazionale per l’ammissione alla classe di scienze della Regia Scuola Normale Superiore di Pisa e si iscrisse in fisica a quella Regia Università. Trascorreva le lunghe vacanze scolastiche nella casetta della nonna Vittoria nella “stanzia” di Volparia di Salvore, Comune di Pirano, assieme a nove cugini coetanei.

È cattolico praticante per tradizione e per scelta personale, fedele alle origini istriane.

Fu chiamato alle armi nel gennaio 1941 e prestò trenta mesi di servizio militare, dei quali dall’aprile 1942 presso la Guardia alla Frontiera come sottotenente del Genio. L’armistizio dell’8 settembre 1943 lo sorprese a Montenero d’Idria, da dove ritornò fortunosamente a casa. Qui riprese gli studi, sostenne qualche esame nel 1944 a Pisa e nell’inverno 1945 a Padova, poi insegnò matematica e fisica nel Seminario di Capodistria, operante anche per l’unita Diocesi di Trieste. Subentrata il I maggio 1945 all’occupazione tedesca quella jugoslava, nel luglio 1945 sostenne a Pisa gli ultimi esami, poi si trasferì presso parenti a Trieste, occupata dal 12 giugno dagli anglo-americani, per evitare l’arruolamento nell’esercito jugoslavo. Era l’inizio del suo esilio, supposto provvisorio. Qui fu raggiunto dalla famiglia, esiliata nel Natale 1945, e con essa si sistemò in coabitazione presso cugini. Quando i suoi si trasferirono in un piccolissimo alloggio di fortuna, dove suo padre morì nel gennaio del 1948, trovò da dormire in una stanza in affitto.

Laureato e diplomato alla Scuola Normale a Pisa nel marzo 1946, fu nominato assistente incaricato all’Istituto di Fisica presso la neonata Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trieste, dove insegnò come Professore Associato fino al 1991. Fece ricerche di ultracustica e fisica nucleare operando alternativamente in Sede, anche in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e presso vari Istituti e Laboratori, fra cui per l’ultracustica: presso quell’Istituto Nazionale di Roma del Comitato Nazionale delle Ricerche e l’istituto di Fisica di Danzica (Polonia); per la fisica nucleare: al Cern di Ginevra, al Lawrence Radiation Laboratory di Berkeley (California), nei Centri di Grenoble e Saclay (Parigi) e Legnaro (Padova). Partecipò a numerosi Congressi Scientifici in Italia, in Francia, in Belgio, in Inghilterra, in Jugoslavia, in Russia ed in Giappone. Conta un’ottantina di pubblicazioni su riviste internazionali.

Solo nel 1958 poté sistemarsi in un appartamento e sposò nel 1964 Alma Cosulich, da cui ebbe quattro figli: Marco, Paola, Francesco e Piero.

Come esule da Pirano seguì sempre attentamente le vicende della sua terra e si prodigò per difenderla. Partecipò a Trieste alle principali manifestazioni patriottiche, fra cui quelle per la Nota Tripartita del 20 marzo 1948, ai solenni funerali dei Caduti nel novembre 1953 e per il ritorno dell’Italia il 26 ottobre ed il 4 novembre 1954. Nell’autunno 1954 fu tra i fondatori dell’Unione degli Istriani, di cui fu Presidente dal 1976 al 1981, operando attivamente contro la ratifica e le conseguenze del Trattato di Osimo, che cedeva alla Jugoslavia l’ultimo angolo dell’Istria, la “Zona B” del previsto TLT.

Nell’autunno 1972 dalle pagine de “Il Piccolo” portò Tito a dichiarare che “oltre 300.000 istriani hanno lasciato l’Istria”. Fu il primo di centinaia di articoli, segnalazioni, opinioni, pareri, interventi e volantini, in difesa della verità e dei diritti degli Esuli pubblicati su vari giornali.

Fu eletto Consigliere Comunale della Lista per Trieste dal 1982 al 1988, portando il pensiero e le istanze dei suoi elettori esuli.

Nel maggio 1988, con 32 Delegati Provinciali dell’ANVGD, convenuti a Gorizia, per il suo XIII Congresso, fondò il “Gruppo Memorandum 88” di Esuli, con cui continua a chiedere ad Autorità italiane, europee e mondiali il ripristino della giustizia violata, ma finora sempre invano.

Nel 1983 fu tra i promotori della visita dei profughi Istriani al Papa Giovanni Paolo II ed in quella occasione gli consegnò i due volumi del libro di Diego de Castro “La questione di Trieste”.

Portò la famiglia con la roulotte in Istria ed in Dalmazia, per legare i figli alle proprie radici, e nel resto d’Italia, in Corsica, Austria, Germania, Svizzera, Polonia, Ungheria. Visitò con loro anche altri Paesi fra cui Francia, Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Finlandia, Estonia, Israele e Cipro per conoscere e far conoscere altre realtà, altre ingiustizie, la dignità intransigente con cui altri popoli difendono i loro confini.

Oltre agli scritti sopra citati egli ha diffuso opuscoli stampati artigianalmente sulle vicende al confine orientale e nel 2004 ha pubblicato una sintetica storia di queste terre dal titolo “Dove l’Italia non poté tornare".

Partecipò nel gennaio 2006 alla manifestazione, organizzata dall’Unione degli Istriani, davanti alla Sede dell’Europarlamento di Strasburgo per sensibilizzare i Parlamentari europei sui diritti violati a danno degli Esuli istriani, fiumani e dalmati.

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