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La scomparsa di Alessandro Altin

La scomparsa di Alessandro Altin

La Lega Nazionale esprime il più sincero cordoglio per la scomparsa di Alessandro Altin.

Alessandro, dirigente della nostra associazione, era sempre attivo nei progetti con le scuole curati per noi.
Vogliamo ricordarlo infatti così, con questa foto, scattata il 10 febbraio 2020, al Museo di carattere nazionale CRP di Padriciano, insieme a una classe di studenti ospite del nostro Sodalizio nell’ambito del progetto “Le tracce del ricordo”.


 
“Norma Cossetto. Rosa d’Italia” il volume del Comitato 10 Febbraio

“Norma Cossetto. Rosa d’Italia” il volume del Comitato 10 Febbraio

Roma – “Norma Cossetto. Rosa d’Italia”. Dal 14 gennaio, online e in tutte le librerie, il volume ideato e curato dal Comitato 10 Febbraio ed edito da Eclettica Edizioni, dedicato alla giovane martire istriana, violentata e infoibata dai comunisti slavi, Medaglia d’Oro al Merito Civile.

“Norma Cossetto. Rosa d’Italia” è un libro che contribuisce ad accendere una luce sulla terribile vicenda delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata, attraverso il racconto della vita e del brutale omicidio di chi suo malgrado ne è diventata il simbolo. Ideato e curato dal Comitato 10 Febbraio, da giovedì 14 gennaio il volume sarà in vendita on line, sul sito dell’editore www.ecletticaedizioni.com e nelle migliori librerie.

Norma Cossetto aveva appena ventitré anni quando è stata violentata e infoibata dai partigiani titini. Sebbene sia andata incontro al martirio pur di non rinnegare la propria italianità, troppo spesso il suo nome viene associato a tristi polemiche politiche e inaccettabili episodi di negazionismo. Soprattutto in un momento in cui, al contrario, grazie all’impegno del Comitato 10 febbraio e di tante amministrazioni comunali, si inaugurano a suo nome parchi, vie, piazze e monumenti.

Matura in questo clima il progetto editoriale “Norma Cossetto. Rosa d’Italia”. Un libro necessario per ridare dignità al ricordo di Norma e a quello delle tante vittime degli slavocomunisti titini, ma anche per smontare gli stereotipi stantii dalla vulgata resistenziale. Un libro scritto a molte mani, che spazia dalla Storia all’emozione, dalle testimonianze inedite alle fotografie rimaste per oltre 75 anni in un cassetto.

L’opera contiene i contributi della Federesuli, la Federazione degli Esuli istriani, fiumani e dalmati); dell’Anvgd , l’Associazione nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia; della Lega Nazionale; dell’Associazione nazionale dalmata; del Comitato familiari delle vittime giuliane, istriane, fiumane e dalmate e del Comitato 10 Febbraio che ha ideato il volume, curandone la pubblicazione.

“Siamo particolarmente orgogliosi di aver realizzato questo libro - dichiara Emanuele Merlino, presidente del Comitato 10 febbraio - ogni autore ha contribuito a renderlo ricco di emozioni, approfondimenti storici e capace di rendere giustizia a Norma Cossetto che, con il proprio sacrificio, è esempio di quell’amor di Patria che sconfigge l’odio e sa costruire una comunità coesa e più giusta.

Per questo ringrazio: Paolo Sardos Albertini, Antonio Ballarin, Elena Barlozzari, Erminia Dionis Bernobi, Emanuele Bugli, Carla Isabella Elena Cace, Pietro Cappellari, Renzo Codarin, Diana, Dino e Loredana Cossetto, Luca De Carlo,  Giuseppe De Vergottini, Cristina Di Giorgi, Petra Di Laghi, Maurizio Federici, Edoardo Fonda, Flavia Maraston, Nicole Matteoni, Roberto Menia, Marino Micich, Silvano Olmi, Michele Pigliucci, Davide Rossi, Ermenegildo Rossi, Lorenzo Salimbeni, Margherita Sulas, Piero Tarticchio, Ellis Tommaseo, per aver aderito a un progetto a favore della verità storica e del rispetto per chi ha così tanto sofferto”.

Comitato 10 Febbraio


Carlo Azeglio Ciampi
Carlo Azeglio Ciampi

Ciampi, un Presidente che ebbe a cuore la storia dell’italianità adriatica

Ricorreva il 9 dicembre scorso il centenario della nascita di Carlo Azeglio Ciampi (1920-2016), Presidente della Repubblica italiana dal 1999 al 2006 che dimostrò particolare sensibilità nei confronti della storia del confine orientale italiano. D’altro canto, dopo la laurea in Filologia classica, lo statista livornese ne conseguì una seconda in Giurisprudenza, grazie alla quale poté iniziare la sua carriera nella Banca d’Italia, avendo come relatore l’ex legionario fiumano Giovanni de Vergottini, originario di Parenzo d’Istria.

Nel 2001 appose la firma alle leggi 72 e 73 che finanziavano rispettivamente l’associazionismo degli esuli istriani, fiumani e dalmati e le istituzioni della comunità italiana nella ex Jugoslavia, con l’intento di salvaguardare, conservare e divulgare la storia e la cultura dell’italianità nell’Adriatico orientale. Avrebbe poi promulgato la Legge 92 del 30 marzo 2004, la quale andava ad istituire il Giorno del Ricordo, e l’anno successivo avrebbe assegnato le prime Medaglie d’Oro al Valor Civile alle vittime delle stragi compiute dai partigiani comunisti di Tito nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale. Una delle prime ad essere riconosciuta meritevole di tale riconoscimento è stata Norma Cossetto, una studentessa sua coetanea che veniva violentata ed infoibata ancora viva dai “titini” in quelle stesse giornate in cui il Sottotenente del Regio Esercito Ciampi si univa ai partigiani sulla Maiella. Figlia di un piccolo gerarca lei, vicino al Partito d’Azione lui, si trattava di due ventitreenni travolti dal collasso politico, militare ed istituzionale che fu l’8 settembre 1943. Conferendo la medaglia a Licia Cossetto, l’affezionatissima sorella di Norma, Ciampi ha contribuito a ricucire la lacerazione che aveva portato l’Italia in una guerra civile e a perdere gran parte di quelle terre annesse a costo di enormi sacrifici alla fine della Prima Guerra Mondiale.

Presente nel 2004 alle cerimonie per i 50 anni del ritorno dell’Italia a Trieste, Ciampi avrebbe contestualmente conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria dei sei triestini uccisi dalla polizia del Governo Militare Alleato nelle manifestazioni di piazza del novembre 1953 per l’italianità del capoluogo giuliano.

Ricordare la figura istituzionale di Ciampi significa riconoscere il suo ruolo nel reinserimento della storia delle terre adriatiche nella coscienza nazionale di una Repubblica nata in un referendum cui triestini, goriziani, istriani, fiumani e zaratini non poterono prendere parte benché ne avessero diritto e fosse stato inizialmente previsto. Dopo il bacio di Pertini alla bara di Tito, le visite di Cossiga e di Scalfaro alla Foiba di Basovizza (riconosciuta come Monumento Nazionale) avevano avviato la riscoperta di queste pagine di storia patria, che Ciampi ebbe il merito di contestualizzare nella riscoperta del patriottismo da lui propugnata.

 

Giuseppe de Vergottini 
Presidente Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati 


Norma Cossetto
Norma Cossetto

Comunicato stampa del Comune di Gorizia: ZIBERNA SU BLOCCO VIA A NORMA COSSETTO: "OFFESI GLI ITALIANI"

"Provo orrore al pensiero che possa esserci qualcuno che, dopo tanti anni, metta in discussione i massacri e la deportazione di migliaia di cittadini inermi, sul confine orientale, a guerra finita per difendere la furia dei comunisti titini e della loro ideologia malata. Inaccettabile".
Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, si dichiara profondamente scosso dalla notizia che la commissione per la toponomastica del Comune di Reggio Emilia abbia bloccato l'intitolazione di una via a Norma Cossetto perché "mancherebbero notizie certe e verificate sulla cattura e l'uccisione della ragazza". 
"Ancora una volta c'è una parte della sinistra che, oltre a dimostrare di non conoscere sentimenti fondamentali per gli esseri umani, come la pietà e il pudore, fa capire quanto continui a rimanere prigioniera del vero nemico di ogni libertà, compresa quella del pensiero: l'ideologia. Per questo, ancora oggi ci troviamo di fronte a persone che vivono in un mondo tutto loro, fatto di rivendicazioni e di odi sociali, incapaci di pensiero critico e lontani anni luce dai cittadini che, pur di sopravvivere commettono atti scandalosi come la negazione o la giustificazione di massacri come quello di Norma Cossetto, la studentessa istriana, torturata, violentata e gettata ancora viva in una foiba dai partigiani titini. E' la teoria di questi comunisti "sopravvissuti", ovvero che le persone come Norma Cossetto se la sono cercata perchè erano parenti, piuttosto che amici, semplici conoscenti o anche del tutto estranei, ai fascisti. Quindi, i "compagni" titini non sarebbero colpevoli ma andrebbero compresi e giustificati. E arrivano addirittura a mettere in discussione la decisione, nel 2005, dell'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, di insignire Norma Cossetto della medaglia d'oro. Terribile. Davvero. Mi ricorda il folle che recentemente, a Gorizia,  ha lordato la panchina contro i femminicidi scrivendo che le donne uccise "se la sono cercata". Rimane il fatto che chi ha detto no all'intitolazione della via a Norma Cossetto, purtroppo riveste un ruolo pubblico e ha il potere di scelte e decisioni che riguardano la vita dei cittadini e turba profondamente l'assenza, in queste persone di serenità di giudizio. In questi anni ci sono stati autorevoli rappresentanti della sinistra che hanno riconosciuto, dopo decenni, l'orrore delle foibe e dell'esodo, arrivando così, in una sorta di pacificazione nazionale, all'istituzione del Giorno del Ricordo per tutte le vittime della furia titina. Fa rabbrividire il fatto che, adesso, tornino alla carica negazionisti e giustificazionisti mentre in Slovenia e Croazia continuano a riemergere fosse in cui civili italiani e sloveni furono gettati a guerra finita. Ciò che è accaduto a Reggio Emilia è davvero un brutto segnale perchè evidenzia un'arretratezza culturale che trae ancora linfa in quell'odio sociale che speravamo fosse superato. Ma non ce la faranno a stravolgere ancora una volta la storia".


Comunicato stampa del Presidente riguardo al cippo in memoria dei fucilati di Opicina



L'avv. Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega Nazionale, ha rilasciato il seguente

COMUNICATO STAMPA

A proposito delle pretese di trasformare in monumento nazionale il cippo in memoria dei fucilati di Opicina, la Lega Nazionale

 

PLAUDE

 

alla presa di posizione dell'Unione degli Istriani, alla quale si associa;

 

RIBADISCE

quanto già affermato dalla Lega stessa,  a tale proposito,  in occasione della visita dei due Capi di Stato a Basovizza e cioè:
"Omaggio ai terroristi del TIGR: scelti dagli Sloveni quali supposti eroi antifascisti. La storia dice che erano piuttosto degli ultranazionalisti balcanici jugoslavisti (volevano una grande Jugoslavia, fino all'Isonzo, fino al Tagliamento) e che sono morti osannando la Jugoslavia, non la Slovenia e neppure la democrazia"

 

SI CHIEDE E CHIEDE

 

-           si vuole forse rendere ora onore a degli ultranazionalisti (balcanici)?

-           si vuole forse celebrare quella Jugoslavia nella quale Sloveni e Croati si sono trovati imprigionati fino al giugno 1991?

-           si vuole forse santificare chi ha scelto di fare politica con lo strumento, vile ed odioso, del terrorismo ( quello stesso degli assassini di Aldo Moro)?

 

 

Trieste, 25 novembre 2020

 


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