Il 25 marzo, giorno in cui Dante Alighieri colloca l’inizio del suo viaggio ultraterreno narrato nella Divina Commedia, è stato istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo come “Dantedì”, giornata dedicata alla celebrazione di uno dei padri della lingua e della cultura italiana.
Una ricorrenza che invita a riscoprire il valore universale dell’opera dantesca e il ruolo fondamentale di Dante nella formazione dell’identità linguistica e culturale del nostro Paese.
Tra i versi più celebri, simbolo di rinascita e speranza, quelli che concludono l’Inferno:
«Salimmo sù, ei primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel,
per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle»
(Inferno, XXXIV, 136-139)
Un messaggio senza tempo, che ancora oggi richiama il valore della conoscenza, della memoria e della luce dopo le tenebre.
