Monte Podgora 1915: commemorazione e omaggio della Lega Nazionale Gorizia

In occasione della commemorazione dei caduti sul Monte Podgora nel 1915, la Lega Nazionale – sezione di Gorizia ha deposto un omaggio floreale presso il cippo situato sul Monte Calvario, dedicato a Scipio Slataper. A causa dell’interruzione della strada per lavori di ristrutturazione in corso, non è stato invece possibile raggiungere il cippo che ricorda i volontari irredenti giuliano-dalmati caduti nello stesso anno.

Il gesto commemorativo si inserisce nel solco della memoria storica che la Lega Nazionale continua a promuovere sul territorio, con particolare attenzione agli eventi e alle figure che hanno segnato il destino del confine orientale e dell’identità nazionale.

La battaglia del Podgora

La battaglia del Podgora rappresenta uno degli episodi più tragici ed emblematici della Prima guerra mondiale sul fronte italiano. Combattuta il 19 luglio 1915 alla quota 240 del monte Podgora, vide protagonisti i battaglioni del Reggimento Carabinieri Reali, impegnati in un’azione estremamente difficile contro le posizioni austroungariche.

Già nella notte del 6 luglio, il 2º e il 3º battaglione, per un totale iniziale di circa 1400 uomini, avevano raggiunto la zona provenendo da Cormons, con il compito di inserirsi nel dispositivo offensivo della Seconda battaglia dell’Isonzo e sostenere l’avanzata delle truppe italiane. Le condizioni operative si rivelarono da subito critiche: il nemico dominava le alture circostanti con artiglierie e mitragliatrici, mentre il terreno era insalubre e segnato dalla presenza di cadaveri insepolti e dal diffondersi di malattie.

Nonostante le difficoltà, i Carabinieri, affiancati da genieri e minatori, prepararono l’attacco scavando camminamenti e tentando di aprire varchi nei reticolati nemici. Il 19 luglio, alle ore 11.00, ebbe inizio l’assalto, preceduto da una breve preparazione di artiglieria. Le compagnie avanzarono sotto un intenso fuoco nemico, subendo perdite gravissime fin dalle prime fasi dell’azione.

Gli scontri si protrassero per ore, con tentativi reiterati di sfondamento e contrattacchi che portarono i reparti italiani fino a ridosso delle linee avversarie. Tuttavia, l’elevato numero di caduti e feriti, tra cui numerosi ufficiali, rese impossibile il proseguimento dell’azione offensiva. Nel pomeriggio, i reparti ricevettero l’ordine di attestarsi sulle posizioni raggiunte, mentre veniva rinviato ogni ulteriore attacco.

La giornata si concluse con un pesante bilancio: 53 morti, 143 feriti e 11 dispersi tra i Carabinieri impegnati nella battaglia. Durante la notte, i superstiti si adoperarono per il recupero e la sepoltura dei caduti, in un contesto segnato da grande sacrificio e spirito di corpo.

La memoria di questi eventi, così profondamente radicati nella storia del territorio, continua a essere onorata attraverso momenti commemorativi come quello odierno, che riaffermano il valore del ricordo e del sacrificio.