Il 27 marzo 1946 rappresenta uno dei momenti più significativi della storia di Gorizia, una data che ancora oggi viene ricordata come simbolo della volontà popolare e dell’identità italiana della città. In occasione di questo anniversario, la Lega Nazionale – sezione di Gorizia e il Comune di Gorizia organizzano una breve cerimonia commemorativa in programma oggi alle ore 17.00 in Largo 27 Marzo, luogo simbolicamente dedicato a quegli eventi.
La ricorrenza rievoca le imponenti manifestazioni che si svolsero tra il 26 e il 27 marzo 1946, quando migliaia di cittadini scesero in strada per affermare con forza il proprio sentimento di appartenenza nazionale davanti alla Commissione Alleata incaricata di definire i confini tra Italia e Jugoslavia. Una mobilitazione straordinaria che coinvolse l’intera popolazione, trasformando la città in un grande scenario di partecipazione civile, tra bandiere tricolori e fiaccole accese.
A testimoniare la portata di quelle giornate restano le parole di Carlo Pedroni, uno dei presidenti dell’Associazione Giovanile Italiana, che descrisse con intensa partecipazione quanto accadde quella notte:
“Fu uno spettacolo imponente e indimenticabile come mai si era visto prima a Gorizia. Chi vi partecipò ne conserverà memoria perenne anche perché al di là di ogni retorica, l’urlo disperato di Gorizia in quella notte, urlo che esprimeva tutta la fede e la speranza di una città, raggiunse una potenza drammatica che non poteva lasciare indifferente la Commissione alleata. Quella sera, quella notte, improvvisamente si accesero migliaia e migliaia di fiaccole, si dispiegarono migliaia e migliaia di bandiere e la popolazione invase le strade. Rimasero a casa solo gli inabili e gli ammalati ma anche questi, dalle finestre, agitavano le loro bandiere e sostenevano i dimostranti. La folla era tale che alla polizia era difficile controllarla. E, malgrado l’intento di impedire l’afflusso della gente in piazza della Vittoria, alla fine prevalse il buon senso e la folla si riversò – non più trattenuta – nella piazza. La commissione alleata e tutte le massime autorità cittadine con alla testa il presidente di zona, avvocato Hugues, e il capo Gabinetto, dottor Capon, si trovarono al primo piano della Prefettura. Al secondo piano gli uffici erano vuoti. Con uno stratagemma il dottor Bisiach fece salire alcuni giovani dell’AGI, che iniziarono a sventolare dai balconi bandiere tricolori. La folla esplose accogliendo quelle bandiere con un irrefrenabile urlo di gioia, come presagio di Vittoria. A quel punto, la commissione alleata, affacciatasi al balcone, ebbe la visione di quella piazza gremita di gente che era tutto un grido ed un inneggiare alla Patria italiana”
La cerimonia odierna si inserisce nel solco della memoria condivisa, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il significato storico e civile di quelle manifestazioni che hanno contribuito a definire il destino della città.
