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La Regione Toscana ignora i testimoni delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata

 

Trieste, 24 agosto 2017

 

La Regione Toscana ignora i testimoni delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata

 

Ha suscitato perplessità nella comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati la scelta della Regione Toscana di affidare esclusivamente all’Istituto Storico della Resistenza la formazione dei docenti nell’ambito della Summer school svoltasi in questi giorni come preambolo ad un Viaggio del Ricordo che insegnanti ed alunni svolgeranno nei luoghi delle Foibe e dell’Esodo il prossimo febbraio.

Lungi da noi mettere in dubbia l’onestà intellettuale dei relatori, anche se ha destato sconcerto trovare il nome di studiosi che non hanno fatto mistero delle loro tesi giustificazioniste riguardo i massacri delle foibe compiuti dai partigiani nazionalcomunisti di Tito. Già a Milano l’anno scorso si è svolto un seminario dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia su questi delicati temi senza che si ritenesse opportuno coinvolgere la testimonianza di qualche esule ancora in vita, nonostante in passato abbiano avuto luogo iniziative congiunte. Ricordiamo ad esempio a marzo 2012 l’erezione di una stele in onore dei Martiri delle Foibe a Carpi (MO), a novembre 2013 il convegno di Padova (sulle cui conclusioni abbiamo tuttavia in seguito riscontrato purtroppo dei distinguo da parte di dirigenti nazionali dell’ANPI) e proprio a Milano in occasione del Giorno del Ricordo 2015 la presenza di una delegazione ANPI alla principale manifestazione. E ancora la recente apertura all’interno del Museo della Liberazione di Lucca di una sezione dedicata all’Esodo giuliano-dalmata ha rappresentato un importante passo avanti per l’inserimento della complessa vicenda del confine orientale italiano nel patrimonio condiviso della comunità nazionale.

D’altro canto l’ente presieduto da Enrico Rossi non ha voluto coinvolgere nella preparazione di questa iniziativa recentemente approvata dal Consiglio regionale quelle stesse associazioni degli esuli (comitati e delegazioni dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia sono ad esempio presenti e attivi pure in Toscana) che invece si rapportano costantemente con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per organizzare il concorso scolastico annuale dedicato al Giorno del Ricordo ed il seminario nazionale di aggiornamento per i docenti proprio su questi temi. L’ANVGD e le altre sigle della diaspora adriatica mettono inoltre costantemente e proficuamente a disposizione di scuole e amministrazioni comunali in occasione del Giorno del Ricordo propri soci che possono portare una testimonianza diretta dell’Esodo e delle terribili condizioni di vita nei Centri Raccolta Profughi, nonché ricercatori e studiosi che hanno effettuato ricerche e pubblicazioni di carattere sia divulgativo sia scientifico.

Sarebbe grave che, dopo tanto silenzio sui temi delle Foibe e dell’Esodo, adesso grazie alla legge istitutiva del Giorno del Ricordo (approvata quasi all’unanimità dal Parlamento) se ne parlasse ma in maniera distorta o incompleta, trascurando il contributo di associazioni che custodiscono proprio la memoria e la testimonianza di queste tragedie e conducono una preziosa e costante opera di informazione.

 

Lorenzo Salimbeni 
Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia 
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