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Martedì 20 dicembre il sito del giornale INTERNAZIONALE ha pubblicato un articolo firmato da 19 persone che attacca a testa bassa il “Giorno del ricordo” ed espone tesi negazioniste e riduzioniste per Foibe ed Esodo giuliano-dalmata. 

Risposta alla “Lettera aperta sul Giorno del ricordo”

Egregio Direttore,
Spettabile Redazione,

con riferimento alla “Lettera aperta sul Giorno del ricordo” pubblicata sul sito www.internazionale.it in data 20 dicembre 2016, chiediamo cortesemente la possibilità di replicare e di effettuare alcune precisazioni a nome delle molteplici associazioni di esuli istriani, fiumani e dalmati e loro discendenti, nonché degli storici e dei ricercatori che aiutano l’associazionismo giuliano-dalmata nello svolgimento della ricerca scientifica e della divulgazione riguardo la “complessa vicenda del confine orientale”.

La lettera che avete pubblicato, infatti, con un repertorio di citazioni in gran parte capziose, obsolete e superate dalla più recente storiografia, si insinua nel filone del cosiddetto “giustificazionismo”, con accenni di “riduzionismo” che stridono con la sintesi tutto sommato corretta ed efficace da voi realizzata lo scorso 10 febbraio 2016: in quanto diretti interessati dalle vicende cui è dedicato il Giorno del Ricordo, riteniamo di poterlo affermare con maggiore autorevolezza di chi su questa storia interviene con finalità strumentali e senza mascherare il proprio livore ideologico.


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L’avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale e del Comitato per i Martiri delle Foibe, ha espresso tutto lo sdegno per le scritte ingiuriose che hanno deturpato il Centro di Documentazione annesso al Sacrario della Foiba di Basovizza.

Si tratta, evidentemente, dei soliti “compagni trinariciuti” che non si rassegnano al fatto che finalmente dopo tanti decenni di silenzio si parli della tragedia delle foibe.

Questi squallidi personaggi – ha concluso l’avv. Sardos – si sentono ovviamente eredi dei criminali infoibatori del comunista Tito.

Meritano fondamentalmente di essere compatiti perché alla stupidità a questi livelli è giusto rispondere solo con il compatimento.

Fermo restando l’auspicio che le forze dell’ordine facciano il loro dovere perseguendo gli autori di questi gesti.

 

I trinariciuti: categoria inventata da Giovannino Guareschi per descrivere i militanti del PCI caratterizzati da un'obbedienza "pronta, cieca, assoluta". La terza narice serve ad espellere il cervello. Attività che ancora in molti fanno.

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Il libro sulle Foibe di Pirjevec è uno strumento di lotta ideologica volta a frenare il processo di riavvicinamento tra italiani e sloveni.

Dopo decenni di reciproche accuse, forti tensioni e dolorose strumentalizzazioni, le componenti maggioritarie e più illuminate della maggioranza di lingua italiana e della minoranza di lingua slovena a Gorizia hanno avviato un dialogo nato sulla reciproca comprensione e sulla condivisione della verità e delle vicende storiche vissute da ciascuno.

C’è chi in questi decenni ha tratto evidentemente giovamento dalle divisioni etniche tra componenti che per secoli hanno convissuto pacificamente e proficuamente su questi territori. Ragioni ideologiche hanno creato e successivamente alimentato fratture tra italiani e sloveni. E com’era assai prevedibile vi sono forze, nei reciproci estremismi alimentati da un eccesso nazionalistico, che mal tollerano questa avviata pacificazione. Ecco come si giustificano provocazioni dall’una come dall’altra parte. Una di queste provocazioni, che hanno lo scopo di scongiurare questa pacificazione, rallentando il dialogo ed allontanando italiani da sloveni, è il libro sulle foibe di Joze Pirjevec presentato dall’ANPI – chissà perché non siamo meravigliati da ciò – a Gorizia, non a caso in occasione dell’anniversario delle grandi manifestazioni di piazza del 1946, in occasione delle quali i goriziana sciamarono tutti nelle strade e nelle piazze, in una grande cornice tricolore.


L’avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale, ha rilevato come la presenza di sedicenti storici, di impostazione negazionista o giustificazionista, alle cerimonie commemorative di Foibe ed Esodo costituisca sicuramente un atto fortemente ingiurioso nei confronti di coloro che sono state vittime di tali tragedie.

Le tesi proposte da questi sedicenti storici altro non sono che il materiale stantio raccolto a suo tempo dal comunismo jugoslavo (in particolar modo dall’OZNA) per cercare alibi ed attenuanti per i crimini del Maresciallo Tito.

In proposito va ricordato che il Parlamento italiano con Legge n. 92/2004 ha riconosciuto ufficialmente (con un voto quasi unanime) sia l’esistenza delle Foibe e dell’Esodo sia la loro natura di tragedie nazionali tanto da meritare un giorno dedicato al loro ricordo.

Sempre tale legge ha previsto che pubbliche istituzioni tengano manifestazioni finalizzate proprio a far conoscere, specie ai giovani, l’entità di tale tragedia e rendano onore alle vittime. Se così è quei pubblici amministratori che promuovono manifestazioni invitando tali personaggi stravolgono gravemente le finalità indicate dal Legislatore e usano conseguentemente denaro pubblico in modo improprio e scorretto.

Da ciò, ha concluso il Presidente Sardos, la decisione della Lega Nazionale: ove si verifichi l’invito da parte di pubbliche Amministrazioni di storici negazionisti o giustificazionismi nell’ambito del “Giorno del Ricordo” sarà cura della Lega Nazionale denunciare quegli Amministratori alla Corte dei Conti perché siano chiamati a rispondere per l’uso improprio del pubblico denaro.

Chi vuole ingiuriare la memoria delle vittime delle Foibe e dell’Esodo (aldilà dei riscontri penali di tale comportamento) lo faccia almeno pagando di tasca propria e non con i soldi del contribuente.

Foibe : giustificazionismo e negazionismo illegali.

Violano una legge dello stato italiano

L'avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale, esprime il suo pieno appoggio all'intervento dell'Unione degli Istriani e sottolinea come lo Stato italiano, con la legge istitutiva del "Giorno del Ricordo" del 2004, abbia sancito ufficialmente sia la tragica verità delle Foibe e dell'Esodo che le dimensioni storicamente rilevanti di queste due tragedie tanto da renderle meritevoli di ricordo e di celebrazioni.

Gli pseudo storici che pretendono di divulgare posizioni negazioniste e giustificazioniste si pongono dunque in oggettivo contrasto con una legge dello Stato, legge approvata con voto quasi unanime dal Parlamento italiano.

E' giusto e doveroso, ha concluso l'avv. Sardos, richiedere alle massime autorità dello Stato un fermo intervento per stroncare tali iniziative ed impedire che vengano avvallate, in ambito scolastico e in pubbliche manifestazioni, prese di posizione che violano quanto sancito dal Parlamento italiano con la legge 92/2004.

A conclusione, la Lega Nazionale ha quindi fatto proprio l'appello del Presidente dell'Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota, rivolto al Presidente Fini, al Presidente Schifani e al sottosegretario Gianni Letta.

Trieste, 18 marzo 2010

Il tricolore con la stella rossa, la bustina di partigiani di Tito, slogan d’altri tempi e insulti a «Berlusconi fascista» sono l’incredibile messinscena che ha bloccato un gruppo di esuli italiani colpevoli di voler deporre dei fiori su una foiba. La gazzarra è scoppiata ieri mattina a 12 chilometri da Trieste, nei pressi del paese sloveno di Lokev (Corgnale di Divaccia). Alla fine gli esuli istriani, fiumani e dalmati, hanno dovuto far marcia indietro senza poter raggiungere la foiba. Una delle tante cavità carsiche dove nel 1945, a guerra finita, furono trucidati non solo italiani, ma pure sloveni.


La Federazione Grigioverde di Trieste, per voce del suo presidente gen. Riccardo Basile, ha emesso in data odierna un comunicato stampa in merito all'emergenza del fenomeno negazionista che è stato inoltrato ai media ed alle massime cariche dello stato e che pubblichiamo integralmente di seguito:

IL NEGAZIONISMO SULLE FOIBE VA FERMATO !

La Federazione delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma “Grigioverde” di Trieste (fondata nel 1949 dall’Eroe della 1^ G. M. Guido Slataper)

DENUNCIA il diffondersi di iniziative tese a distorcere la realtà di quanto accaduto al confine orientale negli anni dal 1943 al 1947 a danno della popolazione italiana di Trieste, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.

CONDANNA le azioni ideate e promosse per inconfessabili finalità da sedicenti storici in palese offesa della Memoria dei Martiri delle Foibe e della tragedia dell’Esodo.

CHIEDE che la Legge che ha istituito il Giorno del Ricordo (n. 92 del 30 marzo 2004) sia fatta rispettare, disponendo, nel merito, l’adozione dei provvedimenti ritenuti più opportuni.

CONDIVIDE le posizioni assunte dall’Unione degli Istriani e dalla Lega Nazionale al cui fianco si schiera senza riserve.

Il Presidente
Gen. Riccardo Basile

"Tito ce l'ha insegnato: la Foiba non è reato"
Lo striscione apparso durante la partita Livorno-Triestina

"Tito ce l'ha insegnato: la Foiba non è reato"
Lo striscione apparso durante la partita Livorno-Triestina

L’avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale e del “Comitato per i Martiri delle Foibe” ha espresso vivo apprezzamento per l’intervento in sede parlamentare dell’on. Menia in merito allo scandaloso episodio verificatosi a Livorno in occasione della partita di calcio.

L’esplicita esaltazione dell’opera degli infoibatori contenuta nel noto striscione costituisce sicuramente apologia di reato e dovrebbe essere scontato che la magistratura persegua i responsabili.

Poiché il Sindaco di Livorno ha ritenuto comunque di condannare il vergognoso episodio , l’avv. Sardos ha auspicato che alle parole di condanna seguano fatti adeguati.

Vale a dire che, anche a titolo riparatorio, l’Amministrazione Comunale livornese dovrebbe sentire il dovere morale di intitolare una pubblica strada ai Martiri delle Foibe.

In tal senso l’avv. Sardos a nome della Lega Nazionale e del “Comitato per i Martiri delle Foibe” si è rivolto direttamente al Sindaco di Livorno chiedendo un suo attivarsi in tal senso.

IL PRESIDENTE (avv. Paolo Sardos Albertini)

LETTERA DI UN NEGAZIONISTA

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL COMITATO PER I MARTIRI DELLE FOIBE (AVV PAOLO SARDOS ALBERTINI)

Egregio Signore,
oggi (11.5.2002) alla “falsa” foiba di Basovizza (per come viene intesa), ho potuto assistere e registrare in audio/video una nuova apoteosi nazionalista, tesa a mantenere vivo l’odio nei confronti di noi sloveni. Nessuno ha spiegato cosa e chi ha provocato questi fatti, la Risiera non è stata nemmeno nominata e non mi risulta che una delegazione con il sindaco di Trieste in testa, sia stata prima alla Risiera e poi magari all’Osservatorio, dove ci sono i fucilati sloveni del 1930, che già allora combattevano per quello che altri hanno compreso appena il 30 aprile 1945! Vedere poi i sindaci sloveni, come veri “schiavi di Roma” presenziare ad una commemorazione dove era presente il labaro della Milizia Volontaria di Mussolini (M.V.S.N.), mi ha profondamente disgustato. Una commemorazione tanto di parte, che anche un’anziana fascista vi ha contestato, dicendo che parlate solo degli istriani e che dimenticate i triestini! Ma il sindaco di Trieste si è accorto di questo?

Io non posso credere alla vostra pacificazione, perché nelle vostre azioni, non c’è nulla di pacifico, ma solo un’osanna al fascismo e del suo operato che portate avanti nei confronti della comunità slovena, proprio quello che questa Repubblica ha combattuto, perciò non posso capire la presenza delle Autorità!

Ma ritengo che dovrebbe spiegare ai triestini, perché il 29.10.2000 agli studenti del Collegio del Mondo Unito di Devin ha tra l’altro spiegato che la foiba non è stata chiusa dalle autorità italiane, ma dalle autorità inglesi e americane, per il fatto che non riuscirono a recuperare i cadaveri, perciò buttarono sopra di essi detriti, chiudendo poi per ragioni fondamentalmente igieniche (??!!)

E’ noto che gli Alleati tra settembre e ottobre 1945 recuperarono i corpi gettati dentro a maggio (13 corpi di tedeschi e un civile!) e che terminarono, perché non recuperavano più corpi ma solo detriti! Vedi articolo su Il Piccolo del 10.1.1995!

E’ altrettanto noto che gli Alleati se ne andarono il 24.10.1954, avendo precedentemente gettato nell’abisso materiale non più utilizzabile del vicino deposito e che la foiba fu chiusa appena 5 anni piì tardi (1959) per ordine dell’allora Ministro dell’Interno della Repubblica Italiana on. Andreotti, con grandi proteste della vostra parte ideologia (leggi atti parlamentari) ! E’ l’immondizia fatta gettare da Batoli?

Inoltre, ha affermato che la guerra era finita il 25 aprile 1945, mentre si sa che in Europa si festeggia il 9 maggio, come fine delle ostilità (ma certamente non lo stato di guerra!). Qui non eravamo sotto giurisdizione della RSI , ma direttamente del Reich!

Poi ha continuato “informandoli” che le truppe del Maresciallo Tito erano giunte tra le notte del primo e due maggio, quando non ci sono dubbi che le citate truppe sono giunte in città la mattina del primo maggio!

Aggiungendo, che nella miniera si trovano anche dei Neozelandesi, quando già a luglio 1945, ci fu la smentita ufficiale degli Alleati di tali asserzioni. Nella traduzione in inglese venne detto : “just people from New Zeland”. Complimenti per il Suo silenzio.

Dolina 11.05.2002                                          PRIMOZ SANCIN , 34018 Dolina, 17 (TS)

**********

RISPOSTA ALLA LETTERA DI PRIMOZ SANCIN

Il signor Primoz Sancin ha ritenuto rivolgermi una lettera aperta, nella mia veste di presidente del “Comitato per i martiri delle foibe”.

Non starò certo a polemizzare con lui (le polemiche non rientrano certo nel mio stile) e non intendo neppure contestare le sue argomentazioni (pensi pure, il signor Primoz Sancin, in assoluta libertà, ciò che più vuole).

Intendo piuttosto trarre spunto da tale sua lettera aperta per proporre alcune considerazioni di ordine più generale.

In Europa esiste una ben precisa categoria di storici , o pseudo tali, che pretendono negare l’esistenza dei campi di sterminio, argomentando in termini di metri cubi o di potere calorico dei forni. Tali pseudo storici (un certo Davis Irving ne è il capofila) sono stati ripetutamente denunciati ad hanno subito diverse condanne dalle autorità di diversi paesi (ad esempio quelle inglesi) perché imputati di incitare all’odio razziale con le loro pseudo tesi negazioniste.

Dalle nostre parti assistiamo ad un fenomeno analogo: ci sono certi curiosi personaggi; alcuni si ammantano del titolo di storici (così la Claudia Cernigoi, così tale Sandi Volk; rispettivamente autrice e prefattore del libello “Operazione Foibe a Trieste”), altri si limitano al ruolo di cameraman o fotoreporter (attività primaria del Primoz Sancin in questione) i quali da tempo vanno proclamando che la questione Foibe è solamente una montatura che in esse non si troverebbe pressocchè nessuno (tutt’al più tredici tedeschi ed un civile!) ed altre amenità negazioniste di tale sapore.

Le innumerevoli famiglie triestine che piangono dei parenti scomparsi nei tragici quaranta giorni titini, il pubblico e solenne riconoscimento dalla tragedia delle Foibe contenuto nella motivazione della medaglia d’oro alla città di Trieste, le documentazioni filmate sul ritrovamento delle povere salme, tutto ciò niente dice ai nostri bravi “negazionisti” locali. Come i loro colleghi europei negano la tragedia dei campi di sterminio, così i Cernigli, i Volk, i Sancii negano la tragedia delle Foibe (magari esibendosi in ridicole operazioni con sonde e sondini in quel di Basovizza).

Come peraltro è avvenuto in altri Paesi d’Europa, avanti ad altre Corti europee, ci sarà un qualche magistrato italiano intenzionato ad indagare se questi nostri locali “negazionisti” rientrino o meno nell’ipotesi del reato di incitamento all’odio etnico e razziale?

Penso che ciò sarebbe decisamente ad auspicare. Almeno quale atto di doveroso rispetto verso la memoria dei martiri delle Foibe, verso il dramma ed il dolore dei loro famigliari, oltrechè quale atto di rispetto della sacrosanta verità storica.

Mi auguro, sono fiducioso che tale mio auspicio non cadrà nel vuoto.

Paolo Sardos Albertini

Pubblicato su Trieste Oggi il 16 maggio 2002

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