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L’Italia oltre i confini

Sabato 24 ottobre, nell'ambito del 61° anniversario del ritorno di Trieste all'Italia, Treste Pro Patria, in collaborazione con la Lega Nazionale, darà vita ad un'intensa giornata intitolata "L'Italia oltre i confini". A partire dalle 9.30 presso la Lega Nazionale si svolgerà il I convegno "Essere italofoni", in collaborazione con l'omonimo gruppo, mentre alle 18.30 si svolgerà una fiaccolata commemorativa a San Giusto.

 

 


fragiacomo

Trieste Pro Patria e Lega Nazionale hanno il piacere di ospitare il musicista di origini istriane Mario Fragiacomo, che presenterà la sua opera "Quella tromba di latta del confine orientale italiano", un libro con cd allegato che diventa un recital musicale.

 

Le letture, incentrate sulle vicende storiche del confine orientale, saranno eseguite dall'attrice Mariella Terragni ed accompagnate dalla tromba dell'autore. Un tema storico e patriottico che ci sta a cuore, colto da un particolare punto di vista, affrontato in maniera originale ed artistica.

 

L'appuntamento è per sabato 17 ottobre 2015 alle ore 19.00, nella sede della Lega Nazionale, via Donota 2/III piano.

 

lega nazionale logo  trieste pro patria logo

Trieste ebbe sempre una tradizione culturale italiana, anche durante i secoli in cui la città appartenne all’Impero d’Austria.

 

Quando, durante il XIX secolo, le coscienze nazionali risvegliarono gli animi dei popoli in Europa, la questione di Trieste - insieme a molte altre - cominciò ad assumere un significato preminente in seno alla politica italiana ed europea.

 

I movimenti di pensiero, le istituzioni culturali, le scuole, le associazioni, i gruppi studenteschi e sportivi, gli intellettuali crearono una grande corrente di opinione, il cui obiettivo centrale fu il sostegno al passaggio di Trieste alla madrepatria italiana.

 

Questo “sogno” comportò numerosi anni di attesa e di sacrificio, soggetti alle oscillanti fasi della politica italiana ed europea, e si sviluppò principalmente intorno all’ideale dell’Irredentismo.

 

La conclusione vittoriosa della prima guerra mondiale permise il coronamento del “sogno” irredentista: Trieste passò all’Italia e con essa le terre istriane, fiumane e dalmate. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale e la conclusione del confronto bellico, tuttavia, rimisero completamente in discussione la questione della sovranità a Trieste: oggetto di contesa, posta in gioco fra le potenze, Trieste divenne uno dei simboli della Guerra Fredda fra Est ed Ovest.

 

Fu necessario attendere fino al 1954 per assistere al completo e definitivo ritorno di Trieste all’Italia e al duraturo coronamento del “sogno” risorgimentale ed irredentista. Quali furono, tuttavie, le insidie? Quali i pericoli? Quali gli eventi determinanti? A questi e ad altri quesiti cercherà di rispondere questo seminario, che non rinuncia anche ad assumere una valenza didattica a beneficio degli allievi delle scuole.

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Programma:

 

16.00: Paolo Sardos Albertini (Presidente della Lega Nazionale): indirizzo di saluto

 

16.10: Stefano Pilotto (Studioso di Storia delle Relazioni Internazionali, Università di Trieste): L’Irredentismo italiano e la politica estera delle grandi potenze (1882-1954)

 

16.50: Luigi Vittorio Ferraris (già Ambasciatore d’Italia): Il significato politico della questione di Trieste

 

17.30: Diego Redivo (Studioso di Storia Contemporanea, Lega Nazionale): Istituzioni culturali e “nazionalizzazione delle masse” nella Venezia Giulia

 

18.00: Fulvio Salimbeni (Professore di Storia Contemporanea, Università degli Studi di Udine): "Gli intellettuali giuliani e la questione del TLT (1945-1954)"

 

18.30: Dibattito

 

 

 

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UN INCUBO DURATO NOVE ANNI

 

Maggio ’45: Trieste vive la tragica esperienza del "terrore". Sparizioni, infoibamenti, violenze, il tutto caratterizzato dalla casualità: gli uomini con la stella rossa di Tito colpiscono fascisti e antifascisti (gli appartenenti al CLN), colpiscono soprattutto tanti che niente avevano avuto acchè fare con gli schieramenti della politica.

 

Perchè questa appunto, la casualità è la triste logica del "terrore", quello che per lunghi nove anni ha continuato a gravare (consapevole o inconscio) sulla città di San Giusto.

 

Sarà solo il 26 ottobre ’54, con l’arrivo dell’Italia che l’incubo avrà finalmente fine: perchè, da quel giorno, i Triestini sanno che, se dovessero anche ritornare i Titini, ci saranno loro, i nostri soldati, i soldati d’Italia, a difendere Trieste. Libera e italiana.

 

 

 

16.00 Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale,

introduzione dei lavori

16.20 Ivan Buttignon e William Klinger

“Marzo 1947 : la prima brigata proletaria a Trieste. L’ultimo tentativo di occupazione militare jugoslava”

16.50 Andrea Vezzà

“Il ruolo della destra triestina tra il 1945 e il 1954”

17.10 William Klinger

“L’azione politica jugoslava sul Partito Comunista Italiano”

17.30 Mattia Zenoni

“L’MSI nazionale e la questione triestina”

17.50 Ivan Buttignon

“La Zona B dall’Italia alla Jugoslavia. Il tramonto della Nota Tripartita”

18.10 Paolo Radivo

“Ritorno a metà”

18.30 Michele Pigliucci

“Il contesto e gli effetti delle eroiche giornate del 1953”

18.50 Lorenzo Salimbeni

“La Saar, una storia parallela”

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