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Le immagini delle commemorazioni di Guglielmo Oberdan Martire della Nazione (20 dicembre 2012) sono visualizzabili cliccando qui e qui

 

 

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Si terrà giovedì 20 dicembre presso la sala multimediale "Tiziano Tessitori" nella sede del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, in piazza Oberdan 5 a Trieste, un incontro studi, promosso dalla Lega Nazionale e dall'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, ed intitolato "1882-2012 Guglielmo Oberdan Martire della Nazione".

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L’Irredentismo fu anche questo, una sorta di “spes contra spem”, per dirla come San Paolo, una clamorosa scommessa in nome dei valori più profondi, quelli dell’identità, che animavano quella generazione. C’è un fatto ben preciso che simboleggia e riassume tale scommessa impossibile: il sacrificio di Guglielmo Oberdan, di certo un’azione ispirata all’ideale tutto romantico dell’eroe solitario, ma che fu al contempo un atto di estremo realismo politico, consapevole che nelle società di massa il gesto può anche essere portatore di effetti dirompenti. 

E’ nella ferma convinzione di tale ruolo storico del giovane martire che la Lega Nazionale intende valorizzare la ricorrenza dei cento e trenta anni dalla sua impiccagione.

C’è una sorta di filo rosso che unisce il sacrificio di tante giovani vite di queste terre: Guglielmo Oberdan come i giovani irredenti caduti sul Carso, volontari generosi del conflitto mondiale; e come loro le vite stroncate di Pierino Addobbati, di Francesco Paglia, di Leonardino Manzi e degli altri Caduti del novembre ’53 (la Lega Nazionale è particolarmente orgogliosa di aver ottenuto dallo Stato il loro riconoscimento come “Ultimi Martiri del Risorgimento”).

Tutti questi sacrifici, tutti questi martiri costituiscono il momento più prezioso, lo zoccolo duro di quel patrimonio, comune a noi tutti, che intendiamo evocare, quando parliamo della nostra identità.

PROGRAMMA

Ore 9.00 deposizione di una corona d’alloro alla tomba di Guglielmo Oberdan al Cimitero Militare di via della Pace

Ore 9.30 deposizione di una corona d’alloro al Sacello di Guglielmo Oberdan (Piazza Oberdan) , nel 130° anniversario del suo sacrificio

 

Sala Multimediale “Tiziano Tessitori”, Piazza Oberdan n. 5 (Palazzo del Consiglio Regionale)

 

Ore 10.00 Saluto del presidente della VI Commissione Permanente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Camber

Saluto e introduzione ai lavori del Presidente della Lega Nazionale, Paolo Sardos Albertini

 

Ore 10.30 Diego Redivo

Guglielmo Oberdan tra Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio

 

Ore 11.00 Stefano Biguzzi

Il “ponte” Trento-Trieste: Cesare Battisti e Guglielmo Oberdan, due martiri a confronto

 

Ore 11.30 Roberto Spazzali

Guglielmo Oberdan tra ribellismo politico ed irredentismo nazionale

 

Ore 12.00 Fulvio Salimbeni

Guglielmo Oberdan nell’opera storiografica di Francesco Salata

 

Ore 12.30 considerazioni conclusive

 

(le cerimonie di omaggio a Guglielmo Oberdan sono promosse in collaborazione con il Comune di Trieste, la Federazione Grigioverde , l’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Trieste M.d’O. Guido Corsi, l’Associazione Mazziniana )

Venerdì 14 dicembre alle ore 17.30 - presso la sede della Lega Nazionale in via Donota, 2 III piano a Trieste - verrà presentato il volume "L'alba dell'infinito" di Marco Martinolli (Luglio Editore). All'incontro, organizzato dalla Lega Nazionale e dal Salotto dei Poeti, interverranno Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega Nazionale, Loris Tranquillini, presidente del Salotto dei Poeti, Mariuccia Cernigoi Maggio (alla quale saranno affidate le letture), e per l'accompagnamento musicale Sibilla Serafini, mezzosoprano, e Marco Bernini all'oboe.

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Mercoledì 5 dicembre alle ore 17 presso la sala conferenze della Lega Nazionale, in via Donota 2 III piano a Trieste, si terrà un incontro studi su "Giuseppe Volpi, ultimo Doge. Finanziere, industriale, diplomatico, politico, mecenate". Interverranno il presidente della Lega Nazionale avv. Paolo Sardos Albertini, Giorgio Blais (Generale di Divisione degli Alpini) e Vezio Vascotto (Ammiraglio di Squadra); modererà l'incontro Maurizio Cabona (inviato di politica internazionale e critico cinematografico).

Al termine verrà proiettato il documentario "Dai nostri inviati alla Mostra di Venezia 1932-1953" di Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori, Davide Savelli, coproduzione Rai-Luce presentata alla Mostra del Cinema di Venezia 2012 (durata 52 minuti).

 

Giuseppe Volpi, uomo d'affari veneziano nonché ideatore della Mostra del Cinema di Venezia, firmò nell'ottobre del 1912 la pace di Losanna tra Italia e Impero Ottomano, che chiuse la guerra in Cirenaica e Tripolitania. Nel 1922 fu nominato Governatore di Libia dedicandosi, oltre che alle operazioni militari (sua la riconquista di Misurata), allo sviluppo. Volpi divenne in seguito presidente della Biennale di Venezia e della Compagnia Italiana Grandi Alberghi (CIGA); fu proprietario dell'Hotel Excelsior quando nel 1932, nella sua terrazza, s'aprì la prima Mostra d'arte cinematografica.

 

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L'Associazione Culturale Novecento organizza sabato 24 novembre a Trieste, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, una giornata dedicata a “Incontri sul Risorgimento”: verrà presentato il libro di Rodolfo Sideri “La rivoluzione ideale di Alfredo Oriani” (Settimo Sigillo) alle 18:30 presso l'Istituto di Ricerche Storiche e Militari dell'Età Contemporanea “Carlo Alfredo Panzarasa” in via Ghega 2; alle 21:00, invece, presso il teatro A.R.A.C. del Giardino Pubblico di via Giulia 2 andrà in scena, a cura di Emanuele Merlino, lo spettacolo “Giovani ribelli del Risorgimento”.

 
Nel primo appuntamento, Rodolfo Sideri, ordinario di Filosofia e Storia nei Licei nonché saggista, verrà introdotto dal prof. Mario Michele Merlino per presentare questa sua opera dedicata ad Alfredo Oriani, raffigurato come il vaticinatore di un destino nazionale italiano e della necessità della nazionalizzazione delle masse, il profeta dell'Impero italiano, l'annunciatore di una aristocrazia spirituale che sia di guida alla Nazione e di un Veltro che interpreti l'individualità nazionale per condurla verso quelle mete che la storia le ha destinato. Si tratta di una lettura di tutte le sue opere, che tende a collocarlo certamente nel suo contesto storico, ma nel contempo è attenta a individuare quali percorsi geopolitici attuali e quale riscossa spirituale sia possibile seguendo le tracce che lo sc rittore ha lasciato dietro di sé. Particolare attenzione viene prestata al ruolo di "precursore" del Fascismo che Mussolini assegnò al solitario del Cardello, per indagarne le ragioni e illustrarne gli aspetti più significativi, come l'influenza della concezione della vita e della politica di Oriani sulla Scuola di Mistica fascista. Soprattutto si vuole, in queste pagine, ricordare alla cultura ufficiale e alle coscienze individuali che non si sono piegate alla dittatura del pensiero unico, che quella di Oriani non è una "memoria inutile".
 

Nel secondo incontro, invece, gli attori Giuseppe Abramo, Giuseppe Calamucci Manitta, Adelmo Togliani ed Emanuele Merlino (il quale è pure autore e regista) porteranno in scena uno spettacolo dedicato alle figure ideali di tre giovani patrioti - più un oste, che forse è ben più di un oste -, i quali in maniera diversa hanno impegnato la loro vita in epoca risorgimentale per conseguire l'unificazione d'Italia. Ognuno dei protagonisti incarna un modo di approcciarsi al medesimo obiettivo, sicché troviamo il monarchico, il repubblicano ed il mazziniano; l'impulsivo e l'eroe suo malgrado, nonché il poeta, i quali di volta in volta si confronteranno, alle volte si scontreranno o si sosterranno a vicenda, in maniera tale da ben rappresentare quelle che furono le passioni e le contraddizioni del travagliato percorso che portò all'Unità d'Ital ia. Si tratterà insomma di un tentativo di esprimere il sentimento d'italianità in maniera verace ed appassionata, senza temere di mettersi in contrapposizione con una certa retorica patriottarda che alle volte è emersa nel corso delle celebrazioni dei 150 anni d'Italia e non solo.

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