• +39 040365343
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Trieste sia capitale morale di tutti gli italiani dell’Adriatico orientale

Trieste sia capitale morale di tutti gli italiani dell’Adriatico orientale

Caro Presidente della Lega Nazionale,
Autorità politiche e religiose,
Rappresentanti delle Forze dell’Ordine,
Gentili Signore e Signori,

È con grande piacere e sincera gratitudine che oggi, in questa importante e prestigiosa sala del Consiglio Comunale in rappresentanza e a nome di tutta la città di Trieste, sentiamo il dovere di testimoniare in forma solenne la gratitudine di Trieste tutta per la lotta della Lega Nazionale affinché la città conservasse la sua anima italiana, per l’impegno profuso nel secondo dopoguerra nel ricongiungimento di Trieste all’Italia e per la rivendicazione da parte della Lega Nazionale del diritto di operare affinchè Trieste acquisisca definitivamente il ruolo di capitale morale di tutti gli italiani dell’adriatico orientale.

La Lega Nazionale, già insignita nel 1968 dal Presidente della Repubblica con la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte” non solo rappresenta Trieste, ma ne incarna la storia, la cultura, il cuore, l’anima.

L’attribuzione della civica benemerenza, la più alta onorificenza che questa Amministrazione può attribuire ad una associazione, è un modo concreto per dirle: grazie.

Quando alla fine della seconda Guerra Mondiale il Paese veniva liberato dall’occupazione nazista, nelle nostre terre ed in quelle dell’Istria (italiana fino ad allora) una lunga scia di sangue è stata tracciata dall’esercito comunista di Tito.

In quei drammatici quaranta giorni di terrore i comunisti di Tito che occuparono la città si distinsero per una crudeltà inaudita, prelevando dalle proprie abitazioni e per le strade migliaia di persone la cui sola “colpa” era di essere italiani e di non voler cadere sotto il regime comunista, mentre 350 mila italiani di Istria, Fiume e Dalmazia dovettero abbandonare le proprie case, radici, affetti perché perseguitati e cacciati dalle bande armate jugoslave. La Lega Nazionale con Don Edoardo Marzari oltre a dare una vitale assistenza a tantissimi profughi seppe dare una voce unitaria alla presenza italiana nella Venezia Giulia, diventando lo strumento attraverso il quale la popolazione giuliana ha espresso la sua scelta a favore del ritorno all’Italia.

In quegli anni difficili la Lega Nazionale guidò il movimento di protesta dei triestini chereclamavano il ritorno di Trieste all’Italia e si adoperò affinchè venissero concesse dallo stato italiano le “medaglie d’oro al valor civile” a Pierino Addobbati, Francesco Paglia, Leonardo Manzi, Erminio Bassa, Saverio Montano e Antonio Zavadil, caduti il 5 e 6 novembre del ’53, quali “ultimi martiri del Risorgimento”.

La patria nei confronti della città è stata madre e matrigna.

Solo nel ’54 l’Italia riabbracciò Trieste e nel 1975, con il Trattato di Osimo - che ha reso definitive le frontiere confermando l’amministrazione italiana della zona A e l’amministrazione jugoslava della zona B così come erano state individuate nel Memorandum di Londra -, si commise un gravissimo torto accettando di lasciare nell’oblio quegli anni terribili e tradendo ancora i fiumani, gli istriani ed i dalmati.

La Lega Nazionale, oggi, continua nella sua opera di conservazione della memoria storica e di valorizzazione della storia passata, curando tra le tante cose, il Sacrario di Basovizza, simbolo dei drammi che hanno interessato il confine Orientale durante la seconda Guerra Mondiale e che il 10 febbraio del 2007, quando ero già sindaco di Trieste, ha ritrovato il suo doveroso onore anche con la realizzazione del centro di documentazione gestito sempre dalla Lega Nazionale, che ha l’importante compito, insieme a tutti noi ed alle nuove generazioni, di custodire e dare sempre voce a questi drammatici fatti, affinchè il ricordo non torni più nell’oscurità di un silenzio colpevole.

Con un sentimento di grande rispetto, a pochi giorni dalle celebrazioni del 10 febbraio per il giorno del ricordo, ho l’onore a nome della città di Trieste di consegnare, nelle mani del presidente, Paolo Sardos Albertini, l’onorificenza della civica benemerenza alla Lega Nazionale con la seguente motivazione:

“In segno di gratitudine per l’impegno profuso fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1891, per la conservazione dell’anima italiana di Trieste all’epoca dell’impero asburgico, per il ricongiungimento di Trieste all’Italia nel secondo dopoguerra e per la rivendicazione del diritto di operare affinchè Trieste acquisisca definitivamente il ruolo di capitale morale di tutti gli italiani dell’Adriatico Orientale”.

Roberto Dipiazza Sindaco di Trieste

7 febbraio 2018


   
106 anni fa l'incendio della sede della Lega Nazionale

106 anni fa l'incendio della sede della Lega Nazionale

Il 23 maggio di ogni anno si ricordano i tristi fatti del 1915. A Trieste, in quella notte, a seguito della diffusione della notizia della Dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria, venivano date alle fiamme la sede de "Il Piccolo", della Società Ginnastica Triestina, del caffè San Marco, Milano ed Edison, luoghi colpevoli di ospitare, secondo le autorità dell'epoca, attività di matrice irredentista.

In tale contesto non può essere dimenticata la devastazione che a Trieste si abbattè anche sulla Lega Nazionale.

Vennero presi di mira la sede di via Nuova, ora via Mazzini, e il Ricreatorio di San Giacomo, invasi e incendiati. Venne inoltre imposto lo scioglimento del Sodalizio, furono chiusi d'autorità tutti gli istituti e le realtà allo stesso afferenti e alcuni di essi vennero dati alle fiamme; venne sequestrato tutto il patrimonio, dato in amministrazione ad un commissario dell'Imperial Regio Governo.

Gli autori degli atti violenti e vandalici furono diverse decine di persone, forse un centinaio, ignote, ma identificate nelle ricostruzioni storiche come manifestanti reclutati nei quartieri popolari di Cittavecchia, Barriera e San Giacomo (elementi lealisti, provenienti per lo più dal ceto impiegatizio, e donne e uomini di ceto popolare, spesso disoccupati, mossi da un sentimento misto fra attaccamento all’Impero e anelito di rivalsa sociale) e tra le fila della Lega patriottica della gioventù, non destinata al fronte della Galizia. Certi, invece, sembrano i mandanti, ovvero i comandi militari asburgici i quali poterono pianificare e organizzare la spedizione, godendo della protezione della polizia.

Per ulteriori informazioni sui fatti del 1915: Pillole di Storia: 103 anni fa venivano devastati e incendiati la sede della Lega Nazionale e altri luoghi simbolici triestini, rei di essere filo-italiani


 

Pillole di Storia: 103 anni fa venivano devastati e incendiati la sede della Lega Nazionale e altri luoghi simbolici triestini, rei di essere filo-italiani

Era il 23 maggio del 1915, domenica di Pentecoste, quando, a seguito della diffusione della notizia della Dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria, attentatori rimasti impuniti misero letteralmente a ferro e fuoco le sedi di luoghi, pubblici e privati, ritenuti simbolici in chiave irredentista.

Gli autori degli atti violenti e vandalici furono diverse decine di persone, forse un centinaio, ignote, ma identificate nelle ricostruzioni storiche come manifestanti reclutati nei quartieri popolari di Cittavecchia, Barriera e San Giacomo (elementi lealisti, provenienti per lo più dal ceto impiegatizio, e donne e uomini di ceto popolare, spesso disoccupati, mossi da un sentimento misto fra attaccamento all’Impero e anelito di rivalsa sociale) e tra le fila della Lega patriottica della gioventù, non destinata al fronte della Galizia. Certi, invece, sembrano i mandanti, ovvero i comandi militari asburgici i quali poterono pianificare e organizzare la spedizione, godendo della protezione della polizia.

A tal proposito, lo storico Almerigo Apollonio, il quale ha dedicato un capitolo del suo saggio in due volumi «La "belle époque" e il tramonto dell'Impero asburgico sulle rive dell'Adriatico (1914-1918)» a questi avvenimenti, scrive: “Le prove documentali delle responsabilità furono distrutte prima della fine del conflitto. Negli archivi di Vienna sono reperibili le relazioni, certamente false, delle quali a Trieste non sono rimaste copie”.


 

La Lega Nazionale e i documentari

liberamente tratto da "Documentari e cinegiornali sulla questione giuliana (1943-1954)" di Ottavia Sardos Albertini ricostruiamo il legame tra le Lega Nazionale e i documentari del dopoguerra

 

Del 1947-1948 è il documentario "Genti Giulie" realizzato per la Lega Nazionale - sezione di Monfalcone con la collaborazione di vari operatori, fra cui Piero De Vescovi e Giovanni Ivessa, del giornalista Italo Orto e, per quanto riguarda la stesura del testo da inserire nel documentario, di Gino Villasanta, con soggetto dell'ing. Graziano Radimiri (allora Presidente della Lega Nazionale sezione di MOnfalcone) , sceneggiato e realizzato da G.A. Vitrotti e C. Pelizzon, e adattamento musicale del m.o Mancini.

L'idea di questo lavoro venne alla Lega Nazionale dopo essere entrata in possesso di una ripresa dell'arrivo delle truppe italiane a Monfalcone, il 15 settembre 1947, realizzata da Ivessa, un polesano che nella sua città d'origine era stato proprietario di due cinematografi e che al momento di abbandonare Pola aveva potuto portare via le apparecchiature e una cinepresa.

Ivessa era un cineoperatore amatoriale e la ripresa che aveva effettuato l'aveva girata con una cinepresa Erneman con trascinamento a manovella della pellicola, con un unico obiettivo grandangolare e con magazzino di 120 metri, corrispondenti a circa quattro minuti di immagini, che fu girato completamente; la pellicola conteneva un solo campo lungo della piazza della città con i soldati e la folla, ripreso da un balcone.


 

Non solo Balkan: le aggressioni alle sedi della Lega Nazionale

NON SOLO BALKAN

Le aggressioni alle sedi della Lega Nazionale, simbolo dell'identità italiana

1898

Agli inizi del 1900, la Lega Nazionale poteva annoverare 49 Gruppi Locali della Sezione Tridentina, 76 di quella Adriatica e 12 della Dalmazia, con un totale di 25 mila soci.

Ma per l'Istituzione la vita non era facile. Infatti dovette sopportare a più riprese, oltre alla diffidenza della polizia, anche angherie, vandalismi, atti intimidatori: vennero presi infatti di mira e danneggiati gli edifici di San Croce di Trieste , di Sebenico, di Borgo Erizzo (a Zara) .

Venne assaltata con mano armata la scuola non ancora finita di Duino e furono abbattute le porte, le finestre, i pilastri e il tetto.

Ma nonostante tali vessazioni, la Lega continuava ad innalzare le sue scuole, formidabile tutela del glorioso patrimonio della lingua e della cultura italiana.


 

La Lega Nazionale e i fatti del '53. Trieste e il Governo Militare Alleato - di Paolo Sardos Albertini

Trieste e il Governo Militare Alleato

"La Lega Nazionale invita la cittadinanza ad esporre il tricolore". Bastavano queste poche parole perché il giorno dopo Trieste fosse tutta avvolta di bandiere e perchè la strade e le piazze della città di San Giusto si riempissero di cittadini bramosi di esprimere e testimoniare la propria identità italiana.


 

La Lega Nazionale e i fatti del '53. Ri - nasce la Lega Nazionale - di Paolo Sardos Albertini

Ri - nasce la Lega Nazionale

Dal primo maggio 1945 la politica triestina avrà come tema centrale lo scontro tra due schieramenti: da un lato il partito italiano, in cui la Lega Nazionale sarà l'espressione più esplicita e formale, ma che comprenderà tutte le forze politiche che si ritrovano nello schieramento degli Usa e dell'Occidente; dall'altro gli slavo-comunisti, che si coagulano attorno al Partito Comunista e che raccolgono gran parte del consenso etnico sloveno (anche se non comunista).

 

La Lega Nazionale e i fatti del '53. Un protagonista: Don Marzari - di Paolo Sardos Albertini

Un protagonista: Don Marzari

Lo strumento del Comitato di Liberazione Nazionale, che era servito contro i Nazisti, non poteva venire riproposto pari pari per combattere ora il Comunismo jugoslavo. Occorreva qualcosa di nuovo e di diverso e, nell'individuare e realizzare tale novità, il ruolo di don Edoardo Marzari appare sicuramente determinante e decisivo.

 

IDENTITA’ E NAZIONE – ITALIA E LIBERTA’

Il lavoro di Diego Redivo ci propone una accurata ed approfondita analisi della Lega Nazionale, lungo l’arco dei cento e dieci anni della sua storia. Un’opera, la sua, che in qualche modo trova le naturali premesse in un precedente lavoro, quello di Aldo Secco, “In vedetta operosa”, nel quale era stata proposta una cronistoria ricca di fatti, di nomi, di immagini di un secolo di questa associazione(1).

Ma, oltre a questi due autori, altri si sono occupati, con angolazioni più settoriali, di questo argomento: è il caso di Roberto Spazzali e del suo pregevole lavoro sul momento della rifondazione della Lega nel ’46 (2), è il caso del lavoro di Diana De Rosa dedicato alle scuole della Lega Nazionale(3), e delle opere di Aldo Secco (4) e di Alfieri Seri (5). Ed inoltre tutta una serie di altri contributi che, in forma meno diretta e specifica, hanno comunque affrontato aspetti varii della Lega Nazionale.

C’è da chiedersi: come mai tutto questo, come si giustifica questa serie di studi e di lavori su un qualcosa che, alla fin fine, altro non è che una semplice associazione? La realtà vera è che la Lega è certamente una associazione, ma è anche qualcosa di più, un qualcosa di piuttosto diverso. Non è certo un caso che dirigenti ed appartenenti siano usi definirla con il termine, forse un po’ polveroso e vetusto, di “Sodalizio”. Non va dimenticato che questo soggetto, Associazione o Sodalizio che lo si voglia definire, ha coinvolto nel suo operare ben tre secoli: il diciannovesimo, il ventesimo ed ora il ventunesimo. Era stata fondata, la Lega, ai tempi della belle epoque, dei tram a cavallo, dei lumi a petrolio; oggi opera sotto il segno dell’informatica e vanta ovviamente il suo bravo sito su Internet (www.leganazionale.it). Era sorta quando l’Europa era ancora il centro del mondo intero ed il suo assetto politico era stato disegnato al Congresso di Vienna, oggi vive nel mondo globalizzato ed è testimone di quella sorta di quarta guerra mondiale che il fondamentalismo islamico sembra aver promosso contro l’Occidente. E questo lungo, lunghissimo percorso storico della Lega Nazionale si è articolato attraverso un inevitabile, continuo mutamento dei suoi interlocutori, dei suoi avversari, dei suoi rapporti di riferimento con il contesto sociale da cui traeva alimento e sostegno.


 

Pagina 1 di 2

Libri, DVD e gadget

Se volete avere libri, DVD e gadget della Lega Nazionale

cliccate QUI 

Ultima novità:

Per un grande amore 

Lega Nazionale

Lega Nazionale - fondata nel 1891

via Donota 2 - Trieste

info@leganazionale.it

tel. +39 040365343

Accesso utenti

Lega Nazionale - Trieste - Via Donota 2 - CF 80018070328