• +39 040365343
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DOPOSCUOLA GOCCE D’INCHIOSTRO

Il doposcuola “Gocce d’Inchiostro” riprende la propria attività per aiutare gli studenti nello svolgimento dei compiti e nello studio. 

 

Particolare attenzione viene rivolta ai bambini e ai ragazzi con DSA-Disturbo Specifico Apprendimento.

 

Le lezioni si svolgono da lunedì a venerdì con orario 14.30 - 18.00 presso la sede di via Donota 2, terzo piano.

 

Per informazioni e iscrizioni, dalle 9.00 alle 12.00 (da lunedì a venerdì):

  • Sede di via Donota 2terzo piano
  • Tel. 040 365343 
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Nuovi orari di apertura per il Museo del Risorgimento e il Sacrario Oberdan

 

Il Museo del Risorgimento e il Sacrario Oberdan sono stati affidati, con apposita convenzione, alla Lega Nazionale.

I nuovi orari di apertura, a partire dal 28 giugno 2018, saranno i seguenti:

Giovedì – venerdì – sabato – domenica dalle ore 10.00 alle ore 17.00.

Per informazioni e prenotazioni di visite guidate, rivolgersi alla Lega Nazionale: 040.365343, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 


 
Video - Convegno in ricordo di William Klinger

Video - Convegno in ricordo di William Klinger

Le innovative ricerche storiografiche di William Klinger, prematuramente scomparso a New York l’anno scorso, ed il clima di terrore che si è vissuto a causa dell’incombere del regime di Tito a Trieste fino al ritorno dell’Italia il 26 ottobre 1954 sono stati gli argomenti al centro della Giornata di studi che il Comitato 10 Febbraio, in collaborazione con la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, la Società di Studi Fiumani e l’Associazione Radici nel Mondo e la Lega Nazionale, ha organizzato giovedì 27 ottobre 2016 presso la propria sede, ospitata dalla Fondazione Spirito.

I lavori sono stati introdotti dal presidente nazionale del C10F, Michele Pigliucci, il quale ha ricordato la sterminata produzione di Klinger e come il suo ultimo intervento si sia svolto proprio nell’ambito del convegno “E se tornano i Titini?” organizzato dalla Lega Nazionale per commemorare i 60 anni del ritorno dell’Italia a Trieste, e dal professor Giuseppe Parlato, presidente della Fondazione Spirito, che si è detto lieto di presentare al pubblico romano quest’importante figura di ricercatore appassionato di storia del confine orientale italiano.

leggi tutto dal sito del Comitato 10 Febbraio

 


 

Giorno del Ricordo: la Lega Nazionale al Consiglio regionale della Toscana

dal sito della Regione Toscana

Giorno del Ricordo: Rossi, dalla Toscana un esempio di convivenza civile

Il presidente della Giunta regionale nel suo intervento ha ricordato la solidarietà della città di Livorno, che accolse circa mille esuli dalmata-istriani, vittime della persecuzione della Jugoslavia di Tito

Firenze – “Tra il 1947 e il 1956 la città di Livorno accolse circa mille esuli dalmata-istriani, dando prova di grande solidarietà verso le vittime della persecuzione della Jugoslavia di Tito. E ciò avvenne in una città poverissima, dove il dare aiuto a cittadini non livornesi poteva apparire criticabile, e in una città ‘rossa’, dove gli italiani costretti all’esodo istriano erano guardati col sospetto d’essere fascisti. Eppure non si registrò nessun atto di violenza e nessuna contestazione”. Lo ha ricordato il presidente della Regione, Enrico Rossi, intervenendo in chiusura della seduta solenne del Consiglio regionale celebrata in occasione del Giorno del Ricordo. Rossi ha citato l’esempio di Livorno, “perché esso rappresenta in concreto lo spirito di convivenza civile che da sempre contraddistingue la Toscana”. Convivenza civile e memoria condivisa sono i due principi a cui Rossi ha fatto più volte riferimento nel corso del suo intervento, all’inizio del quale ha affermato che il Giorno del Ricordo è il momento in cui “prendiamo atto che si è finalmente aperta una discussione che vuole ricordare le vittime delle Foibe e dell’esodo dalmata-istriano e i loro congiunti. È il momento in cui vogliamo riconoscere la sofferenza delle vittime e dei loro cari e in cui vogliamo rendere onore a questo dolore”. Rossi, parlando della necessità di conoscere il recente passato per incentivare la crescita della vita pubblica e dare un contributo alla vita democratica del futuro, ha definito le Foibe “una violenza cieca”, che merita “la nostra totale esecrazione, esattamente come tutte le stragi e le violenze da qualsiasi parte esse siano state condotte, senza tentennamenti e senza fare distinzioni ideologiche”. Per questo ha citato la Costituzione italiana che afferma “i diritti intangibili di ogni individuo” e che “sancisce il rispetto dell’altro”. “Ai giovani – ha aggiunto – dovremo porre questa riflessione, affinché, superata finalmente la stagione delle ideologie, si apra la stagione della speranza”. La seduta solenne si è chiusa con l’esecuzione dell’inno nazionale. (lm)


 

LEGA NAZIONALE, UN SECOLO IN TRINCEA

Nuova opera di Diego Redivo, con contributi di Salimbeni e Sardos Albertini

LEGA NAZIONALE, UN SECOLO IN TRINCEA

L'impegno per la difesa della lingua e della cultura italiana

Un Tableau vivant con cinque fanciulle, sovrastate da una sesta - che impersona la Lega Nazionale - intenta a coronare di un serto tricolore un busto di Dante, a significare la dedizione patriottica delle terre "irredente": Trento, Gorizia, Trieste, Istria, Dalmazia.

Sapore d'altri tempi nella fotografia che spicca sulla copertina di "Le trincee della nazione: cultura e politica della Lega Nazionale (1891-2004)", il nuovo saggio che, patrocinato, dalla Lega Nazionale, Diego Redivo manda in libreria, completato da contributi di Fulvio Salimbeni e Paolo Sardos Albertini.


 

Tre anni con Tito

Ristampato dopo mezzo secolo il saggio di Stefano Terra con il mistero del "falso" Josip Broz Tito, riappare il libro fatto sparire da Belgrado
Riappare dopo mezzo secolo il saggio di Stefano Terra "Tre anni con Tito", pubblicato da Mgs Press Belgrado disse: fate sparire quel libro Il mistero del vero Josip Broz, lo "strappo" con Mosca studiato ad arte

Ci mise poco a sparire dalle librerie, "Tre anni con Tito". Qualche settimana appena. E non perchè i lettori, a frotte, si fossero precipitati ad acquistare quel saggio controcorrente scritto da Stefano Terra nel 1953. No, sembra piuttosto, come sostiene la moglie del giornalista e scrittore, che le autorità di Belgrado ordinarono alla loro ambasciata di Roma di comperare tutte le copie disponibili.
Così, in un lampo, quel libro pubblicato dalla piccola casa editrice Bocca finì per diventare un oggetto misterioso. Un libro maledetto. Di cui si parlava soltanto a mezza voce. Di cui molti favoleggiavano il contenuto, senza averlo nemmeno sfogliato. E solo adesso, a distanza di mezzo secolo, "Tre anni con Tito" esce dall'oblio e ritorna in libreria.

La settimana prossima sarà Mgs Press (con il contributo della Provincia di Trieste e della Lega Nazionale) a distribuire il saggio di Stefano Terra, il cui vero nome era Giulio Tavernari, morto a Roma nel 1986. Il 14 dicembre verrà presentato al Circolo della Stampa di Trieste, alle 18, da Giuseppe Parlato, Giorgio Cesare e dalla moglie Emilia Tavernari.

Non si accontentava di raccontare ai suoi lettori le verità di regime, Stefano Terra. Da buon borghese liberale, da antifascista che credeva negli ideali di Giustizia e Libertà, quando si trovò a spiegare la Jugoslavia di Tito ai lettori della "Stampa" e agli ascoltatori dei programmi Rai, decise di non basarsi sulle veline. Anche perchè, in quegli anni, era ancora aperta la "questione di Trieste". E chi guardava l'Europa, il mondo, da Belgrado aveva la sensazione che gli americani fossero disposti a cedere alle mire di Josip Broz sulla Venezia Giulia. Perchè solo lui aveva dimostrato di saper tenere testa all'Urss.

Così Terra, che anni dopo avrebbe vinto il Premio Campiello e il Viareggio con i romanzi "Alessandra" e "Le porte di ferro", decise di prendere sul serio la sua missione di inviato. E cominciò a indagare su alcune stranezze del regime di Tito. Rischiando la pelle, rivelò perchè i discorsi del leader jugoslavo, trasmessi dalla radio con grande enfasi, all'improvviso venivano interrotti e sostituiti da brani musicali. Semplice: di solito, dopo aver tracannato un bicchiere di vino, Josip Broz lasciava da parte il linguaggio forbito e si rivolgeva alla gente con espressioni a dir poco colorite. A Roma che insisteva per riavere Trieste mandava a dire: "L'Italia e De Gasperi non avranno nulla da noi, nemmeno una fava bagnata di piscio". E poi, dietro l'apparente affabilità di Tito c'era un bel mistero. Tutti continuavano a interrogarsi: ma perchè parla con quell'accento marcatamente russo se dice d'essere croato? Terra cominciò a chiedere in giro e si spinse fino a Kumrovec, il paesone natale del Maresciallo. Lì raccolse testimonianze imbarazzanti. "Mi ricordo bene di Josip Broz - disse un vecchio - perchè quando andò apprendista meccanico a Sisak tornò senza due dita". E aggiunse che quel Josip Broz non venne arruolato nell'esercito, perchè gli mancavano l'indice e il medio della mano. Chi era, allora, lo Josip Broz Tito che aveva tutte e dieci le dita?

Ecco, "Tre anni con Tito" è questo e molto di più. Un libro che, ancora oggi, racconta la Jugoslavia di Tito senza il timore di ridimensionare un mito costruito troppo in fretta. Con quarant'anni d'anticipo arriva a preconizzare il sanguinoso scontro etnico che avrebbe sconvolto i Balcani. E fa capire che perfino lo "strappo" con Mosca fu costruito e strombazzato ad arte.
Normale che Stefano Terra fosse arrestato, nel settembre del 1953. E poi espulso dalla Jugoslavia. Ancora oggi il suo libro scorre, pagina dopo pagina, come lava incandescente.


Alessandro Mezzena Lona

da "Il Piccolo" del 1/12/04


 

Si è spento Aldo Secco

La notte tra l’11 e il 12 settembre si è spento Aldo Secco.

Era nato a Fiume il 1 luglio 1929, da Maria Damiani e da Giovanni Secco, volontario nella Compagnia “D’Annunzio” , nota anche con il nome della “Disperata” nonché decorato di Medaglia d’Argento al Valore di Marina.

Abbandonò Fiume il 3 aprile 1946 e venne accolto nel Collegio “Figli d’Italiani all’Estero”, prima a Roma (in via dell’Umiltà 30), poi ad Anzio (a Villa Adele) , successivamente a Firenze (a Villa Fabbriccotti) ed infine presso il Convitto Consorziale Apuano di Carrara, dove ricoprì l’incarico di capo convitto. In tutte queste strutture fu sempre apprezzato dai suoi dirigenti.

Collaborò, sin dal 1950, con la Lega Nazionale di Trieste , dove più tardi fu assunto in qualità di impiegato. In tale veste svolse molteplici incarichi sia amministrativi che organizzativi giungendo, nel 1967, alla qualifica di direttore dell’ente stesso fino alla quiescenza.

 

E’ stato la memoria storica della Lega Nazionale , Sodalizio che ha amato profondamente e appassionatamente e che era tutta la sua vita. 

 

Libri editi dalla Lega Nazionale

Lega Nazionale 100 anni di propaganda

di Piero Delbello

leggi la prefazione

 


 

Gianni Bartoli
Il Sindaco della seconda Redenzione di Trieste
di Bruno Bartoli e di Franco Foscarini
Edizioni Italo Svevo
con il contributo della Fondazione CrTrieste

 

leggi la prefazione


 

Nomenclatura delle vie e delle piazze di

FIUME

 

di Aldo Secco
Sezione di Fiume della Lega Nazionale

in distribuzione presso la Lega Nazionale

 


 

"SLOVENIA 1941-1948-1952. ANCHE NOI SIAMO MORTI PER LA PATRIA".

Gli eccidi dell'esercito comunista di Tito nella "sua" Slovenia. Un volume coraggioso per raccontare, ricordare e capire. [approfondisci]

[recensione Voce del Popolo]

[recensione Secolo d'Italia]

FINO AL 15 GENNAIO 2006, presso la Lega Nazionale - via Donota 2 /III piano - tel. 040365343, due volumi vengono offerti, in confezione natalizia, al prezzo di Euro 30,00


" ISTRIA '45-'46 "
- DIARIO DI PRIGIONIA -
di Ermanno Mattioli

[il libro]

[la presentazione a San Daniele]

 


TRE ANNI CON TITO

di Stefano Terra

[leggi]

Ristampato dopo mezzo secolo il saggio di Stefano Terra con il mistero del "falso" Josip Broz Tito, riappare il libro fatto sparire da Belgrado


 

 

La Lega Nazionale nel suo tempo e nelle sue Sezioni Adriatica, Tridentina e Dalmata, vista attraverso documenti, immagini e testi elaborati e raccolti dallo storico Diego Redivo.

Leggi la prefazione

Un secolo in trincea (da Il Piccolo)

Altri approfondimenti


 

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