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Cosa sono le Foibe?
Le foibe sono delle cavità naturali, dei pozzi, presenti sul Carso (altipiano alle spalle di Trieste e dell'Istria). Alla fine della Seconda guerra mondiale i partigiani comunisti di Tito vi gettarono (infoibarono) migliaia di persone, alcune dopo averle fucilate, alcune ancora vive, colpevoli di essere italiane o contrarie al regime comunista.


Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l'Italia, grazie all'esercito Anglo-Americano, veniva liberata dall'occupazione nazista, a Trieste e nell'Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l'inizio di una tragedia: la "liberazione" avvenne ad opera dell'esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito.


I "40 GIORNI DEL TERRORE"
Siamo a fine aprile del 1945. Il 28, a Dongo, Mussolini è ucciso dai partigiani. Anche nell'estremo nord d'Italia, tacciono le armi. Ovunque la Pace s'avvicina e con essa la gioia per la ritrovata Libertà! Trieste sta vivendo una vigilia densa di trepide attese.


ITALIA, ITALIA, ITALIA!

Quante volte questo grido di speranza, quanta gente l'ha voluta, quanti civili e militi son morti per questa? Da secoli voluta e finalmente tornata appena nel 1954. Italiana nei secoli ma oggi, in un'Italia privata della sua sovranità popolare è necessario riflettere in questo appena trascorso 150° Anniversario, sulla nostra identità di frontiera.

Nasci a Trieste, frequenti le scuole, dove l'insegnante d'italiano t'insegna che Saba scrisse di "una città riservata e diffidente, graziosa di una grazia scontrosa e acerba", quello di storia ti parla della Mittel-europa, della tradizione asburgica, del crogiuolo d'identità culturale e religioni locali, quello di geografia alla prima lezione non può non dire che Trieste confinava con la Slovenia, ma ora siamo entrambi paesi membri dell'UE.

Poi esci da scuola, frequenti le tue amicizie a spasso per la città, per la tua provincia, magari passi l'ex-valico di frontiera e succede quello che a molti ragazzi spesso capita: dubbi, domande perplessità, quello che vede è solo parte di quello che a scuola gli stanno insegnando.

Allora torni a casa, cominci a chiedere a tuo nonno e a tuo padre dei particolari di quelle che, fin l'altro giorno, reputavi le classiche storie e racconti sulla Trieste di un tempo e di quelle cose che ormai appartengono alla Storia. Lì capisci che quella parte di Storia ti appartiene molto di più di quanto pensavi fino a quel momento, quando le domande non te le facevi, non ci pensavi, non credi fossero possibili dei "vuoti storici" e che già tutto ti fosse insegnato a scuola.

Poi ci ripensi e ci ripensi su ancora, parli con gli amici a scuola e in compagnia durante il fine settimana, cerchi libri che a scuola non ci sono, scopri interi periodi storici della tua città che a scuola non sono citati, non ne senti parlare nemmeno per televisione.

Scoprire infine che i luoghi in cui si vive, sono colmi di una storia nascosta. Pare assurdo ma purtroppo è molto comune, che ad oggi, i ragazzi delle scuole medie e superiori non conoscano la loro storia.


La proposta italiana (De Gasperi) riprende la Linea Wilson del 1919

Le proposte "occidentali" (USA, Francia e Gran Bretagna):

Le proposte filojugoslave (Russia e Jugoslavia):

Foto ad alta definizione su Foibe e 40 giorni di terrore a Trieste, adatte alla stampa su carta, cartelloni o manifesti.

Finanzieri verso le Foibe GDF-LN-01-3059x2486.tif


Alcuni dubbi di un nostro cortese lettore, e le risposte del Presidente della Lega Nazionale

 

Email inviata dal signor Roberto Pellati di Modena:

Sono un appassionato di storia contemporanea e in particolare del problema del confine orientale. Considero il comunismo uno dei peggiori mali della storia dell'umanità, tuttavia non posso dimenticare che le foibe, la mutilazione territoriale con connesso esodo, non sono per niente figli del comunismo bensì del nazionalismo slavo (che tale sarebbe stato anche con un regime ustascia o anche democratico) aggravato inoltre dalla voglia di vendicarsi per i torti (snazionalizzazione culturale, divieto dell'uso delle lingue slave, italianizzazione forzata dei cognomi, ecc...) subiti ad opera degli italiani dal 1920 al 1941 diventati poi crimini dal 1941 al 1943 (guerra di aggressione, fucilazioni di massa, internamenti in campi di concentramento con relativi maltrattamenti e uccisioni).

Io non riesco a capire alcune cose della vostra filosofia:

1) Non parlate mai dei crimini commessi dagli italiani ma solo di quelli subiti, quando i secondi sono (almeno in parte) conseguenza (comprensibile sul piano logico anche se non giustificabile su quello morale) dei primi. Un approccio non demagogico prevederebbe dopo 50 anni di trattare quegli argomenti in modo completo e con reciprocità.

2) Vi lamentate del fatto che il trattato di pace del 1947 sia stato un trattato ingiusto: è vero avete ragione, ma dimenticate che la storia ha ampiamente dimostrato che tutti i trattati di pace sono ingiusti a cominciare da quello di Rapallo del 1920 che ha inglobato entro i confini italiani ampi territori a prevalente componente slovena e croata.

3) Contestate il Trattato di Osimo, dimenticando che non ha fatto altro che prendere atto e ufficializzare una situazione internazionalmente accettata e di fatto immodificabile (se non con la guerra) venutasi a creare col Memorandum di Londra del 1954. E tutti sapevano che in quel momento quella che veniva chiamata per pudore "linea di demarcazione" in realtà era un vero e proprio confine di stato italo-jugoslavo. Il Trattato di Osimo ha solo chiamato quel confine col suo vero nome.

4) Parlate ancora di tragedia dimenticata, ma io sono almeno 20 anni che sento parlare in continuazione di foibe e di esodo.
E' vero che fino ai primi anni 80 se ne parlava poco e che per motivi di politica internazionale si è cercato di insabbiare l'argomento ma è anche vero che in cambio si è ottenuto l'insabbiamento dei processi ai criminali di guerra italiani in iugoslavia (per non parlare di quelli in etiopia, libia e altri possedimenti).

Italiani brava gente è una bufala: chi scatena una guerra non è brava gente ma solo assassini (e non vale a ridurne la portata il fatto che eravamo in compagnia di assassini peggiori di noi quali erano i tedeschi).

Per concludere io, pur rispettando il dolore dei familiari degli assassinati nelle foibe e delle vittime dell'esodo, considero il vostro (e quello delle istituzioni italiane)modo di trattare l'argomento come troppo parziale e di conseguenza demagogico.
Sono d'accordo invece sulle vostre osservazioni in merito all'infame atteggiamento che sempre hanno avuto sull'argomento i comunisti italiani.

Cordiali saluti

LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE DELLA LEGA NAZIONALE AL SIGNOR PELLATI:
Caro Signor Pellati,

La ringrazio per la Sua mail del 4 marzo e cercherò di fornirLe i chiarimenti richiesti.

1) Sono convinto che il primo criterio dello storico debba essere quello di definire l’oggetto di cui parla. Nel nostro caso sono convinto che Foibe ed Esodo debbano essere inquadrati nell’ambito della terza guerra mondiale (quella iniziata il 1 maggio 1945 e terminata a Berlino nel 1989).

2) In tale ottica Foibe ed Esodo hanno costituito strumenti messi in atto dallo Stato comunista jugoslavo in fase di costituzione ed hanno avuto quali vittime sia italiani che sloveni e croati (in Slovenia a pochi chilometri ad est di Gorizia ci sono stati migliaia e migliaia di sloveni assassinati, a guerra finita, dai comunisti di Tito).

3) Ciò chiarito sta benissimo che si parli dei contesti storici precedenti: la II Guerra Mondiale, lo scontro tra Totalitarismi, il fascismo in Italia, la I Guerra Mondiale caratterizzata dall’esplosione delle identità nazionali e, prima ancora, la politica criminale degli Asburgo che ha fatto nascere in queste terre un conflitto tra le etnie slave e quella italiana, laddove per secoli ai tempi di Venezia, la convivenza era stata assolutamente pacifica e proficua.

4) Non accetto viceversa la logica “giustificazionista” implicita nell’affermare “è vero ci sono state le Foibe, però prima c’è stato…..” . E’ una logica che si fonda sul presupposto barbarico di legittimare la vendetta e la legge del taglione nei rapporti tra i popoli e gli Stati. In questa logica il 12 giugno 1945 quando i titini hanno lasciato Trieste, gli italiani di Trieste che avevano subito la tragedia delle Foibe avrebbero dovuto o almeno potuto scatenarsi nella caccia allo slavo, nelle rappresaglie e nelle vendette. Niente di tutto ciò è avvenuto come nessuna violenza antislava è stata messa in atto dalle decine di migliaia di esuli istriani arrivati a Trieste e finiti nei campi profughi grazie al comunismo di Tito. Aggiungo che tali comportamenti dei triestini e dei profughi istriani sono ovviamente apparsi assolutamente naturali perché – tra le genti civili – la vendetta non è un diritto, non è una giustificazione ma solo una colpa e un comportamento bestiale.

5) Il discorso sul Trattato di Pace del 1947 e quello di Rapallo del 1920 potrebbe essere molto lungo. Certo è che dopo Rapallo non si è verificato l’esodo che si è verificato dopo il Trattato di Pace.

6) Il Trattato di Osimo: se era inutile perché lo si è fatto?

7) Il silenzio sulla tragedia delle Foibe e dell’Esodo senz’altro non ha impedito che se ne potesse parlare. Certo se ne è parlato molto ma molto meno rispetto ad altri temi ed è anche vero che è stata necessaria la fine del comunismo perché il livello di informazione potesse crescere. Resta il fatto, scandaloso, che tutta la pubblicistica che gira nell’ambito scolastico è ancora caratterizzata dalla rimozione di questi temi.

8) Apprezzo che Lei condivida il mio giudizio negativo sul Comunismo. Peraltro, a quindici anni dal fallimento del sistema comunista quanti film abbiamo visto sui gulag sovietici, sui massacri realizzati in tutte le parti del mondo in nome della Rivoluzione Comunista? Sicuramente molti ma meno molti di quelli che sono stati prodotti (doverosamente) sui crimini scandalosi ed inqualificabili del nazismo. C’è evidentemente nel campo della cultura e della comunicazione un perdurare di certi meccanismi di condizionamento ideologico. Mi auguro che ce ne libereremo al più presto.

Spero con queste osservazioni, necessariamente sommarie, di averLe almeno parzialmente chiarito le nostre posizioni e sarò comunque ben lieto di proseguire in qualsiasi occasione tale chiarimento.

Cordiali saluti. Il Presidente – avv. Paolo Sardos Albertini


La Lega Nazionale ed il Comitato 10 Febbraio presentano l'opuscolo:

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